Compra casa di fronte a figlio e nuora, li spia e sparge voci contro di loro: suocera finisce a processo per stalking
Una donna torinese di 63 anni è finita a processo con l'accusa di stalking e diffamazione nei confronti della famiglia del figlio dopo una serie di comportamenti assillanti e persecutori, tra cui un trasloco sospetto proprio di fronte alla casa della nuora, che hanno spinto la procura di Torino a chiedere per lei la condanna a nove mesi di carcere.
La non felice situazione familiare sarebbe andata avanti da lungo tempo prima di degenerare ulteriormente. Tra suocera e nuora i rapporti infatti pare fossero già turbolenti prima delle nozze con accuse e presunte intimidazioni. “Vedi di abortire subito, altrimenti non sposerai mai mio figlio” avrebbe detto la prima alla seconda secondo quanto sostengono i due coniugi, ma i già non facili i rapporti si sarebbero ulteriormente complicati circa cinque anni fa con la morte del marito della signora e padre della presunta vittima dello stalking.
La 63enne infatti avrebbe iniziato a pretendere un affitto per l’abitazione di famiglia che la coppia aveva a disposizione e in cui viveva e poi donata alle nipoti. Somma che col tempo sarebbero lievitate fino a spingere la coppia a venderla per trasferirsi altrove in provincia.
Nemmeno questo però sarebbe servito a placare l'animosità della 63enne che a un certo punto ha deciso di comprare casa e trasferirsi proprio vicino alla nuova abitazione del figlio e della nuora. Qui sarebbero avvenuti gli episodi di persecuzione più intensi con continui appostamenti sotto casa, ma anche episodi di minacce e insulti alla coppia davanti alle figlie e infine presunte diffamazioni con la diffusione di voci nel circondario inerenti i due parenti e non veritiere.
Comportamenti che avrebbero spinto la coppia a cambiare le proprie abitudini di vita quotidiana ma che avrebbero avuto anche risvolti fisici nei confronti della nuora della 63enne che è stata costretta anche a ricorrere alle cure mediche per un crollo nervoso. Anche per questo la coppia si è costituita parte civile nel processo per stalking chiedendo un risarcimento di 130.000 euro nei confronti della 63enne che però nega ogni accusa e sostiene che sia in atto una strumentalizzazione ai suoi danni.