video suggerito
video suggerito

Come scegliere l’università per l’anno 2025-26: quali sono le lauree più richieste per trovare subito lavoro

Sono iniziate nel mese di luglio le immatricolazioni all’Università per l’anno 2025-2026. Nel mondo del lavoro, le lauree maggiormente richieste sono quelle nell’ambito STEM. La Professoressa Marina Timoteo ha spiegato però a Fanpage.it che l’inclinazione personale non rappresenta un discrimine per la futura occupazione. “Gli studi umanistici non sono un vicolo cieco per i laureati”.
Intervista a Prof.ssa Marina Timoteo
Direttrice del Consorzio interuniversitario AlmaLaurea
A cura di Gabriella Mazzeo
8 CONDIVISIONI
immagine di repertorio
immagine di repertorio

Sono iniziate nel mese di luglio le iscrizioni ai corsi universitari per l'anno accademico 2025/2026. I bandi di ammissione per le diverse facoltà con requisiti, scadenze e prove, vengono pubblicati a partire dal mese di marzo 2025. Per i corsi aperti a tutti, le prove di valutazione si svolgono con scadenze più ampie, mentre per le facoltà a numero "chiuso" i test si tengono a settembre. Per aiutare gli studenti ancora indecisi, vediamo quali sono le lauree che permettono di trovare più facilmente lavoro.

Quali sono le lauree più richieste nel mondo del lavoro

Le lauree più richieste sul mercato del lavoro, come fa sapere Almalaurea tramite il consueto report, sono quelle dell'ambito scientifico STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e di conseguenza, il maggior numero di iscritti si orienta su queste facoltà universitarie.  Come specifica a Fanpage.it la professoressa Marina Timoteo, però, è importante che gli iscritti seguano le proprie inclinazioni nella scelta del percorso universitario, non rifiutando a priori le lauree nel settore umanistico-letterario o giuridico.

"Sicuramente c'è un dato favorevole per quanto riguarda le facoltà scientifiche – ha spiegato la Prof. Timoteo -. Ma a 5 anni dal conseguimento della laurea nel settore dell'arte, del design, letterario, politico-sociale, della comunicazione e nel caso delle lauree di secondo livello, anche nel settore giuridico, i tassi di occupazione si attestano comunque all'80%. Gli studi umanistici, per quanto meno favoriti dal punto di vista occupazionale rispetto alle facoltà scientifiche, forniscono grandi chance di assunzione per coloro che conseguono la laurea magistrale. Mi riferisco in particolare ai gruppi psicologico-letterario-umanistico. Oltre il 75% dei laureati dichiara che il diploma di studi conseguito è efficace per lo svolgimento del proprio lavoro, quindi c'è coerenza tra occupazione e facoltà scelta".

L'importanza dell'inclinazione personale nella scelta della facoltà

Secondo Timoteo, i percorsi scientifici restano favoriti sul fronte occupazionale, ma le aree giuridico-umanistiche non sono affatto "vicoli ciechi" per i giovani laureati. "Ci sono molti fattori che incidono sul tasso di occupazione, bisogna tener conto delle proprie inclinazioni – ha sottolineato – e studiare non solo in vista dell'occupazione futura. Sappiamo dai dati che chi svolge esperienze all'estero e attività di tirocinio curriculare ha molte più possibilità di entrare presto nel mercato del lavoro, per esempio".

Stando ai dati Almalaurea, il tasso di occupazione rimane uguale tra chi ha scelto il corso di studi per motivi professionalizzanti e chi lo ha scelto per motivi legati alla propria inclinazione e i propri interessi. "Le lauree cosiddette STEM permettono di accedere più velocemente e facilmente al mercato del lavoro, ma la strada degli studi umanistici non è completamente ostruita".

Le differenze occupazionali tra laureati di primo e secondo livello

Secondo il report Almalaurea del 2025 sulla condizione occupazionale dei laureati, le lauree di secondo livello (magistrali) assicurano maggiori opportunità di occupazione a un anno dal titolo: rispetto ai laureati di primo livello, quelli di secondo hanno il 45,7% in più di probabilità di trovare lavoro. L'analisi di genere mostra che a parità di percorso, gli uomini sono favoriti sul mondo del lavoro con il 13,3% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne. "Purtroppo le cose sono cambiate poco negli anni da questo punto di vista – sottolinea Timoteo -. Seguiamo con grande attenzione il tema e il modello che viene fuori dall'analisi dei dati è una sorta di piramide: più si sale nell'istruzione, arrivando al mondo del lavoro, più i numeri si riducono per le donne. Nel rapporto 2024 notiamo che tra i laureati le donne sono circa il 60%, mentre per quanto riguarda i dottorati il peso delle laureate scende al 48,5%. Più si sale di livello, più le cifre sono penalizzanti per le donne".

"Le studentesse sono inoltre meno presenti nelle facoltà scientifiche, quelle maggiormente richieste nel mercato del lavoro. Tra i laureati delle discipline STEM, il peso della componente femminile si attesta al 41,1%, un dato stabile negli ultimi 10 anni".

Dove studiare all'Università: le differenze occupazionali tra Nord e Sud

Anche le differenze territoriali incidono nell'occupazione post-laurea. I giovani che risiedono al Nord presentano una maggiore probabilità di essere occupati rispetto a quanti vivono e studiano nel Mezzogiorno. "Guardando la documentazione ministeriale più recente, quindi quella relativa all'anno accademico 2024-2025, si vede che la quasi totalità degli immatricolati del Nord sceglie un ateneo della stessa ripartizione geografica. La quota sale all'8,7% per i giovani del Centro, che scelgono gli atenei del Nord mentre per quelli del Mezzogiorno si arriva a cifre più consistenti, con il 15,7% degli studenti che sceglie di spostarsi: si immatricola negli atenei del Centro il 7,5% degli studenti del Sud, mentre l'8,2% sceglie le università del Nord. Chi arriva dall'estero invece sceglie un ateneo del Centro-Nord nel 90% dei casi".

La selettività sui salari dopo la laurea

Altro aspetto da non sottovalutare per comprendere il mondo universitario e quello del lavoro, è quello salariale. I laureati tendono ad essere più selettivi dal punto di vista della retribuzione: chi alla vigilia della conclusione degli studi ha dichiarato di essere disponibile ad accettare una retribuzione superiore ai 1.70 euro mensili netti per un'occupazione a tempo pieno ha il 14,9% di probabilità in meno di essere occupato a un anno dalla laurea rispetto a chi si era dichiarato disposto ad accettare uno stipendio inferiore ai 1.250 euro. "Oggi la selezione per i posti di lavoro non la fa più solo l'azienda, ma anche i laureati. I giovani sono sempre meno disposti ad accettare lavori non all'altezza del titolo di studi conseguito o lontani dalle competenze acquisite all'università. I laureati sono sempre meno disponibili ad accettare lavori a basso reddito e la selettività si associa a una minore probabilità di essere occupati perché si restringe il campo delle offerte ritenute adeguate".

A 5 anni dalla laurea i gruppi professionali a cui sono associate le retribuzioni più elevate (quindi prossime o superiori a 2000 euro mensili) sono quelli legati all'informatica e tecnologia, ingegneria industriale e ingegneria industriale dell'informazione. Per i laureati di secondo livello, a questi settori si aggiungono anche quelli del gruppo economico, di architettura e ingegneria civile.

8 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views