"C'è un bel subbuglio che ci lascia sperare. Finora però purtroppo c'è stata una calma piatta perché i livelli di incertezza sono ancora troppo alti. Per cui o l'estate funziona e funziona bene o la situazione può essere per noi molto critica". Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria, è ottimista ma mantiene alta la guardia in vista della prossima stagione: il suo settore, quello del turismo, è stato uno dei più colpiti dalla crisi scoppiata con l'emergenza Coronavirus, e a Fanpage.it ha fatto il punto della situazione in vista delle vacanze. Anche perché l'estate è alle porte e tra green pass, vaccinazione di massa sulle isole minori e proroga del Bonus Vacanze, anche il Governo sta cercando di incentivare i viaggi, soprattutto in Italia, per dare ossigeno alle aziende turistiche dopo le chiusure degli ultimi mesi. Ma non è abbastanza.

Dott.ssa Lalli, che estate sarà questa alle porte?

Difficile dirlo perché soltanto da pochi giorni stiamo assistendo ad una piccola ripresa di fiducia da parte dei cittadini all'idea di poter ricominciare a viaggiare. Abbiamo visto una notevole differenza da quando c'è stata l'uscita del decreto riaperture, quando hanno ricominciato a suonare i centralini delle strutture ricettive per le prenotazioni e devo dire ancora più con le parole di ieri di Draghi che si è pronunciato a favore del turismo e soprattutto del turismo in Italia. C'è un bel subbuglio che ci lascia sperare. Finora però purtroppo c'è stata una calma piatta perché i livelli di incertezza sono ancora troppo alti. La volontà di uscire c'è tutta ma non c'è ancora tranquillità d'animo per pensare alla propria vacanza.

Cosa ne pensa del green pass di cui si sta discutendo in questi giorni?

È uno strumento fondamentale perché oggi si stanno tenendo chiuse una serie di persone che potrebbero con una ragionevole sicurezza rimettersi in viaggio e mi riferisco a chi già è immunizzato o guarito dall'infezione. Tutte queste persone potrebbero tornare a condurre una vita più o meno normale, sempre rispettando tutte le precauzioni a cui siamo abituati, ma possono riprendere a viaggiare e andare nei locali. Ormai la platea di vaccinati e guariti è molto aumentata, parliamo di milioni di persone. In questo modo potremmo dare alle strutture turistiche la possibilità di ricominciare a lavorare.

Cosa chiede al governo?

Un aiuto per noi sarebbe andare spediti e veloci con le vaccinazioni, possibilmente includendo anche gli operatori turistici in una corsia non dico preferenziale ma comunque importante perché l'estate è adesso e dobbiamo farci trovare pronti. Bisogna poi intervenire sulla finanza delle strutture, che oggi sono completamente atterrate da questo punto di vista e con le casse vuote. Strutture che sono rimaste chiuse per un anno spendono molto in affitti e quindi indebitarsi per riaprirle non per tutti è facile, in alcune circostanze non si riesce ad accedere al credito. In questo senso un aiuto è ben accetto. Per quanto riguarda il Bonus Vacanze è uno strumento sociale, non tanto di aiuto alle imprese. L'anno scorso si diceva che le imprese avrebbero dovuto anticipare l'80% della misura e molti sono rimasti improvvisamente con le casse vuote, non erano nella condizione di anticiparlo. Ragion per cui la misura non ha avuto molto successo. Fatto sta che la situazione situazione delle imprese turistiche è talmente grave che qualunque strumento che possa anche lievemente portare un turista in più è ben accetta.

Ci sono imprese turistiche che non riapriranno?

La riapertura per giugno tutti stanno facendo i salti mortali per farla. La questione triste sarà una volta arrivati a settembre: se gli incassi non saranno tali da rientrare dalle spese sostenute fino a quella data io temo che di morti nel mondo delle aziende turistiche purtroppo ce ne saranno parecchi. Con la Camera di Commercio abbiamo visto che di fatto la morte di aziende turistiche al 31 dicembre 2020 non è stato in numero significativo, era in linea con quanto era successo negli anni precedenti, perché le aziende sono riuscite a rimanere in vita fino alla fine dell'anno. Ma quelle che hanno cominciato a gennaio 2021 con grandi sforzi e criticità sono tante, per questo dico che il traguardo della riapertura stanno cercando di tagliarlo ma molti arrivano con i conti in estremo bilico. O l'estate funziona e funziona bene o la situazione può essere molto critica.

La pandemia, secondo lei, ha cambiato il modo di viaggiare degli italiani?

L'anno scorso c'è stato boom delle case in affitto, ma ora stiamo notato una leggera inversione di tendenza perché la gente ha capito che fidarsi di un professionista, tenuto a rispettare misure di sicurezza per lavaggio di biancheria o sanificazione degli ambienti, sta dando un grado di sicurezza in più al turista che a quel punto non vuole rinunciare alla sua tranquillità andando in una struttura ricettiva completa. Anche il fatto che lo scorso anno non ci sia stato alcun focolaio credo che abbia tranquillizzato gli animi e quest'anno abbiamo già notato una maggiore volontà di prediligere strutture turistiche complete.