Colpisce la madre alla testa con una sparachiodi, in un audio a un amico diceva: “Ammazzo lei e mia sorella”

Paolo Ferri, l'agricoltore 40enne che nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio ha chiamato il 112 e confessato il tentato omicidio della madre, avrebbe confidato di volersi liberare della donna e della sorella in un audio inviato a un amico.
La telefonata al numero unico per le emergenze è arrivata da Caselle (Torino) intorno alle 3, l'uomo ha detto di aver colpito la madre di 65 anni, Luciana, con una sparachiodi, utensile solitamente usato per abbattere gli animali, all'interno della loro abitazione, una casa colonica dove i due abitano insieme. "Non ce la facevo più", le sue parole.
Soccorsa sul posto la donna è stata trasportata in condizioni gravissime all’ospedale Giovanni Bosco: è ricoverata in prognosi riservata per un trauma cranico e lotta tra la vita e la morte. Ferri invece è stato condotto in caserma, arrestato e successivamente rinchiuso nel carcere di Torino.
Come riferiscono fonti informate delle indagini a Fanpage.it, le persone coinvolte non hanno precedenti. Il tentato omicidio sarebbe maturato in ambito familiare, probabilmente per tensioni protratte nel tempo che verranno tuttavia ricostruite nei prossimi giorni.
Delle indagini si stanno occupando i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Venaria Reale. In un breve vocale, inviato poche ore prima del tentato omicidio a un amico e diffuso dal quotidiano La Repubblica, l'uomo, conosciuto come ‘Paolino', spiega di star attraversando un periodo difficile.
“Sono tornato a fare il cogl***e, a bere, a rischiare il coma etilico, mi sono fatto anche un cannone. C’era una situazione di m***, ero già caduto in basso l’anno scorso in questo periodo qui, mi sono rimesso a posto, ma è un periodo di m***, passerò una settimana ko, ma non mi frega niente", dice il 40enne nel messaggio.
E poi aggiunge: "Però i miei familiari mi distruggono. Io, stanco e stufo di mia mamma e mia sorella, mi sono sfogato con un’amica di mia mamma ed è andata a riportargli tutto, lei le ha riferito: “Ammazzo mia madre e mia sorella”. Ecco perché ho bevuto. Sto una m***, ma siamo vivi, purtroppo, siamo vivi".
L’amico, che ha fatto ascoltare l’audio in un bar vicino alla casa di Paolo ai giornalisti presenti sul posto, ha commentato: “Sapevo che aveva dei problemi in famiglia, ma non immaginavo che sarebbe arrivato a tanto”.
