Chi è Mauro Nardi, il neomelodico che la sindaca di Termini Imerese non vuole: cantò al telefono per un boss
Festa in famiglia, l'organizzatore riceve la telefonata dello zio, che gli chiede di passargli il cantante. L'artista risponde, dedica una canzone all'interlocutore, poi gli dice che ha dei nipoti bravissimi. La scena è descritta in un'ordinanza eseguita nel 2016 contro il clan Lo Russo, che di lì a poco sarebbe tornato prepotentemente sulla scena della camorra napoletana a suon di omicidi. E l'ispiratore di quella nuova fase di sangue sarà proprio lo zio al telefono: Carlo Lo Russo, scarcerato due mesi dopo quella telefonata, avvenuta nel giugno 2015. Il cantante in questione, invece, è Mauro Nardi: è lui che dedica una canzone al telefono al boss, per poi aggiungere: "Lo sai che di cognome faccio Lo Russo".
Per Nardi, all'epoca, non ci fu nessuna accusa e nessun risvolto giudiziario: esibirsi per mafiosi e camorristi, di per sé, non è reato. Ma oggi è di nuovo al centro dei riflettori per le sue dichiarazioni di alcuni anni fa: la sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, ha annullato i festeggiamenti in onore di San Daniele, previsti per il 17 ottobre, proprio perché tra gli artisti proposti dagli organizzatori c'è il cantante napoletano. La ragione è proprio quella "vicinanza", più volte espressa anche in contesti pubblici: Nardi in passato ha raccontato di quando si esibiva a Palermo e ad assistere c'erano tutti i principali capi mafia, definendosi "artista di queste persone".
La sindaca di Termini Imerese è netta: "Noi non siamo la Sicilia della Cupola. Noi siamo la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia". Nel post su Facebook, pubblicato l'11 ottobre, Terranova specifica: "La politica ha bisogno di persone capaci di distinguere ciò che intendono rappresentare da ciò a cui non vogliono essere associate. Altrimenti non avrebbe senso commemorare Falcone e Borsellino e poi rinunciare, nelle scelte di ogni giorno, a difendere i valori per i quali hanno sacrificato la loro vita".
È bene specificarlo: Mauro Nardi, all'anagrafe Antonio Borrelli, oggi 72 anni, cantante e interprete della sceneggiata napoletana, non è mai stato coinvolto in indagini sulla criminalità organizzata. E non è certo l'ultimo arrivato: ha iniziato la carriera a 19 anni in un'orchestra Rai, ha partecipato al Festival di Napoli ed è stato uno degli esponenti di quella nuova generazione di cantanti di cui facevano parte anche Nino d'Angelo, Gigi Finizio, Carmelo Zappulla, Franco Moreno e Mauro Caputo. Nardi ha partecipato anche a Viva Napoli (2000 e 2001) su Rete 4, nel 2006 è stato ospite del tour di Gigi d'Alessio negli Stati Uniti; nel 2011 ha preso parte al concerto in piazza del Plebiscito a sostegno di Gianni Lettieri, all'epoca candidato sindaco; nell'aprile 2012 si è esibito ad Atlantic City.
Ma il cantante non ha mai fatto mistero di essersi esibito in determinati contesti, spesso spendendo parole che sconfinano nell'elogio. Lo si vede nel documentario "Casamonica – Le mani su Roma", a cura del giornalista Nello Trocchia, trasmesso nel 2019 sul canale Nove. È lì che Nardi rilascia quelle dichiarazioni ricordate dalla sindaca Terranova: racconta che, quando andava a cantare a Palermo, alle feste private, "c'era tutta la Cupola: Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta… tutti li trovavi, quando arrivavo io e cantavo… loro impazzivano". Poi passa ai Casamonica: "Li tratto con il cuore perché mi pagano, mi coccolano… io ho avuto bracciali, orologi…". Un rapporto che l'artista aveva riassunto così: "Loro li guadagnano e loro li spendono. Noi siamo gli artisti di queste persone".
Associare neomelodici e camorra, sebbene esistano casi del genere, è sicuramente una generalizzazione che denigra la cultura popolare napoletana, ma Mauro Nardi, in questo sistema, non rappresenta certo un'anomalia. Gigi d'Alessio ha raccontato di avere cantato per camorristi agli inizi della sua carriera e di averlo fatto anche per paura di ritorsioni. Ci sono però anche esempi di segno diverso, come quello di Anthony (Antonio Ilardo), che più volte si è visto annullare i concerti per le sue dichiarazioni e le sue frequentazioni: nel 2019, in una intervista a "Non è l'Arena", ha detto che la camorra "è una scelta di vita e va rispettata".
Dopo l'annullamento dei festeggiamenti, Mauro Nardi ha risposto con una nota, respingendo "con fermezza l'accostamento della mia persona e della mia musica a qualsiasi forma di esaltazione della malavita. Anzi, ho sempre cantato solo l'amore ed i sentimenti". Nella nota ricorda di avere per anni "organizzato le celebrazioni in memoria di Salvo D'Acquisto, insieme al generale dei Carabinieri Carmelo Palazzo e al comandante Giuliani, sostenendone personalmente le spese". Ribadisce "il rispetto per le vittime della mafia e per chi ha sacrificato la propria vita per combatterla" e conclude auspicando un incontro con la sindaca Terranova, "prima che un'intera vita venga giudicata attraverso poche frasi", per "trasformare questa polemica in un'occasione di dialogo e in un inno alla legalità".
In merito alle dichiarazioni sui Casamonica, Nardi, pur comprendendo che "alcune espressioni possano avere suscitato sconcerto", sostiene che all'epoca di quell'intervista si riferiva "a una famiglia incontrata attraverso il mio lavoro, come tante altre". Precisa che non intendeva "esprimere alcuna approvazione per condotte criminali".