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Chi è Andrea Vescovo, presunto complice del vigile Salvagno: erano amici e si conoscevano da 3 anni

La pistola d’ordinanza di Salvagno e l’arma dell’omicidio di Tarna restano introvabili. Intanto in cella finisce il 38enne Andrea Vecovo, presunto complice del delitto.
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Andrea Vescovo, presunto complice di Salvagno nell’omicidio di Sergiu Tarna
Andrea Vescovo, presunto complice di Salvagno nell’omicidio di Sergiu Tarna

Ancora nessuna traccia della pistola d'ordinanza del vigile urbano Riccardo Salvagno, così come dell'arma che la notte del 31 dicembre 2025 ha ucciso Sergiu Tarna. Sul luogo dell'omicidio è stato trovato il corpo del 25enne moldavo insieme ai suoi due telefoni cellulari, ma neanche un bossolo. Una svolta però potrebbe arrivare dal presunto complice di Salvagno.

A finire in manette con l'accusa di aver aiutato il vigile urbano durante il delitto è Andrea Vescovo, come confermano a Fanpage.it fonti investigative. Si tratta di un 38ene del posto, disoccupato e con precedenti per reati contro il patrimonio.

L'uomo è conosciuto nella sua Spinea come "Viskio". Di giorno è facile incontrarlo a passeggio con il suo Pitbull, mentre la sera sarebbe spesso al bar con l'altro indagato. Salvagno e Vescovo infatti erano amici, e si conoscevano da tre anni.

Un legame che li avrebbe portati a recarsi insieme sul luogo del delitto dopo aver prelevato Tarna dal bar dal quale era appena uscito la sera del 31 dicembre 2025. I motivi però sono ancora da accertare. Gli investigatori stanno battendo due strade: il traffico di droga e un video hot che ritrarrebbe Salvagno con una escort transessuale. Neanche gli inquirenti però avrebbero visto il video, né lo avrebbero trovato sui cellulari di Salvagno e Tarna.

L'esecuzione a Sergiu Tarna

Quella sera il giovane moldavo sarebbe stato costretto a salire in auto sotto la minaccia di una pistola, e poi condotto nei campi dove è stato freddato con una modalità che la Procura di Venezia non ha esitato a descrivere come "un'esecuzione". Secondo i Carabinieri, Salvagno e Vescovo avrebbero effettuato anche un "sopralluogo" insieme sul luogo scelto per il delitto.

Le loro strade sarebbero rimaste intrecciate ancora per un po', per poi separarsi quando Salvagno ha preso un aereo per la Spagna, paese in cui vive la madre e dove avrebbe trovato l'appoggio di persone all'oscuro della vicenda. Dopo la breve fuga il 40enne è tornato in Italia dove è stato rintracciato e arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia.

Durante l'interrogatorio di garanzia Salvagno ha raccontato la propria versione, e avrebbe anche fornito agli inquirenti gli elementi per mettersi sulle tracce del complice, arrestato pochi giorni dopo. Adesso, il confronto tra le due versione potrebbe gettare nuova luce anche sull'arma del delitto e sulla sua ubicazione.

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