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Covid 19
19 Novembre 2020
09:32

Catania, boom di donazioni di plasma iperimmune: “Lo raccogliamo anche per altri ospedali”

Centinaia di ex pazienti Covid-19 si stanno presentando, in queste ore, al centro trasfusionale dell’ospedale Garibaldi di Catania. È lì, infatti, che sabato è stata somministrata per la prima volta in Sicilia la terapia al plasma autoimmune. Si tratta, al momento, di una cura compassionevole. Cioè per malati in gravi condizioni e in pericolo di vita per cui altre cure non hanno sortito effetti apprezzabili. “Siamo ottimisti, abbiamo visto qualche miglioramento”, dicono dalla struttura sanitaria catanese. I pazienti trattati con il plasma sono, per ora, otto.
A cura di Luisa Santangelo
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Fuori dal centro per le donazioni del sangue all'ospedale Garibaldi di piazza Santa Maria di Gesù, a Catania, c'è una fila ordinata. Sono ex pazienti Covid-19, persone che hanno affrontato la malattia e sono guarite, che adesso vogliono rendersi utili ad altri: donando il proprio plasma iperimmune. Cioè quello con una quantità sufficiente di anticorpi anti-S, vale a dire in grado di aggredire la proteina Spike: nel nuovo coronavirus, è la responsabile dell'attacco alle cellule umane. Dal 17 novembre, tutti i Centri trasfusionali della rete sanitaria siciliana possono raccogliere plasma iperimmune da destinare al trattamento di pazienti affetti da Covid-19.

Al momento, per uso compassionevole. "Significa che noi davanti abbiamo un malato che non ha opzioni terapeutiche:  ha provato tutte o quasi tutte quelle esistenti e tuttavia il paziente resta in imminente pericolo di vita". A spiegarlo a Fanpage.it e il dottor Domenico Grimaldi, presidente del Comitato etico dell'ospedale Garibaldi che ha dato il via, ormai mesi fa, alla partecipazione allo studio nazionale Tsunami, l'unico in Italia ad analizzare l'uso del plasma iperimmune nel trattamento dei pazienti affetti da Covid-19. Un altro passaggio, poi, si è consumato pochi giorni fa: la convenzione tra l'ospedale catanese e il policlinico San Matteo di Pavia, il cui laboratorio "è in grado di titolare il plasma, cioè stabilire quali e quanti anticorpi anti-Spike sono presenti in una sacca", interviene Santi Sciacca, primario di Medicina trasfusionale dell'ospedale catanese.

Da sabato a oggi, sono otto i pazienti gravi che sono stati trattati con plasma iperimmune nel capoluogo etneo. I risultati, conferma il direttore generale del Garibaldi Fabrizio De Nicola, "si vedranno soltanto nel fine settimana, ma in qualche caso siamo ottimisti, sembra ci siano stati dei miglioramenti". E nel frattempo sono oltre un centinaio gli ex malati di Covid che si presentano per donare il plasma iperimmune. "Una donazione e mezza ci serve per un solo paziente", spiega Sciacca. Ma, al momento, sono state raccolte sacche a sufficienza per soddisfare le esigenze del suo ospedale: lunedì sono arrivati cento aspiranti donatori. Tanto che le sacche che non sono immediatamente utilizzate, vengono fornite agli altri ospedali o alle altre aziende sanitarie in giro per la Sicilia che ne facessero richiesta.

Per donare il plasma iperimmune è necessario avere contratto la Covid-19 ed esserne guariti, con negatività confermata dal tampone molecolare, da almeno 14 giorni. E poi bisogna avere tutte le caratteristiche normalmente richieste ai donatori: un'età compresa tra i 18 e i 65 anni, un peso corporeo superiore ai 50 chili ed essere sani.

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