La Procura della Repubblica di Ravenna ha chiesto l'archiviazione del fascicolo sui tre agenti di polizia accusati di aver cercato di impedire al cronista di Repubblica Valerio Lo Muzio di svolgere il proprio lavoro esercitando il diritto di cronaca e documentando l'accompagnamento del figlio dell'ex Ministro degli Interni Matteo Salvini su una moto d'acqua. Secondo la procura il reato sarebbe stato commesso, ma non sarebbe punibile vista la sua tenuità.  La richiesta reca la firma del pubblico ministero Antonio Vincenzo Bartolozzi e del procuratore Alessandro Mancini ed è indirizzata al Gip a cui si chiede di archiviare l'indagine ai sensi dell'articolo 131 bis del codice penale, ovvero per “tenuità del fatto”.

Il fatto contestato ai tre poliziotti risale al 30 luglio 2019 quando, su una spiaggia di Milano Marittima, il figlio del segretario della Lega Matteo Salvini fece un giro in mare con una moto d'acqua della Polizia condotta  da un agente. La scena, che suscitò poi non poche polemiche, venne ripresa dal giornalista Valerio Lo Muzio, ma mentre era a lavoro con la sua telecamera venne fermato da due agenti della scorta dell'allora ministro dell'Interno che gli impedirono di continuare la documentazione. In seguito al clamore toccato della vicenda la Procura di Ravenna aprì un fascicolo per “tentata violenza privata”, e i magistrati sono convinti che vada archiviato non perché il reato non sia stato commesso, bensì perché non così grave da essere punibile. Alla richiesta di archiviaziome potrebbero opporsi gli avvocati di Lo Muzio.

Il giornalista di Repubblica nel frattempo ha commentato: “Sono per ora soddisfatto: la richiesta sancisce infatti che un reato è stato commesso”. Circostanza di “non poco conto, a prescindere dal fatto che il giudice decida di archiviare o meno il fascicolo”. Per quanto concerne il ricorso all'archiviazione “saranno i miei legali a stabilire cosa fare. Intanto sappiamo che una limitazione al diritto di cronaca c'è stata”.