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Caso marò, prossima udienza slitta a luglio

Il tribunale speciale di New Delhi che deve esaminare l’incidente che ha coinvolto i due marò Latorre e Girone ha preso atto che il caso è ancora all’esame della Corte Suprema e ha citato nuovamente le parti per il prossimo luglio.
A cura di Susanna Picone
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Del caso dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – in India da tre anni perché accusati di aver ucciso due pescatori del Kerala durante una attività antipirateria – si tornerà a discutere il prossimo luglio. Il Tribunale speciale di Nuova Delhi ha infatti rinviato al 7 luglio la prossima udienza sul caso dei due fucilieri italiani. Il giudice Neena Bansal Krishnam, dopo aver ricevuto informazioni sull'udienza svoltasi martedì nella Cancelleria della stessa Corte, ha fissato la nuova data. Prima di prendere la sua decisione, il giudice indiano ha avuto una breve discussione con i legali dei due marò e ha visionato l'ordine di sospensione degli atti processuali emesso dalla Corte Suprema. La decisione di Neena Bansal Krishnam, secondo quanto si è appreso, è legata al fatto che la vicenda dei due marò è ancora pendente presso la Corte suprema indiana, che deve ancora esprimersi sul ricorso avanzato dai legali della difesa contro l'utilizzo delle indagini della polizia antiterrorismo indiana (Nia). Si dovrà inoltre tenere conto di una fase di sospensione dell'attività legata alle ferie giudiziarie che andranno dal 17 maggio al 30 giugno.

La prossima udienza davanti all'Alta Corte potrebbe essere fissata entro 2-3 settimane – In attesa della decisione, la più alta istanza giudiziaria indiana ha chiesto a tutti i tribunali di sospendere ogni decisione sul caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo scorso 10 marzo la cancelleria della Corte suprema ha completato l'istruttoria del ricorso e ha disposto una nuova calendarizzazione del caso davanti ai giudici del massimo tribunale indiano. Secondo alcune fonti la prossima udienza dovrebbe essere fissata entro due-tre settimane, prima cioè della scadenza nella prima metà di aprile dei tre mesi di ulteriore permanenza in Italia concessi per malattia a uno dei due marò, Massimiliano Latorre.

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