Nuova svolta nelle indagini sulla morte di Mario Biondo, il cameraman italiano morto in circostanze mai chiarite nella sua casa di Madrid nel maggio del 2013. Secondo i nuovi accertamenti investigativi voluti dalla famiglia dell'uomo e condotti da un team di specialisti privati, infatti, Biondo la sera della sua morte non era solo in casa come invece fin qui sostenuto dalle indagini degli inquirenti di Madrid. Un elemento chiave che, se confermato, potrebbe avvalorare la tesi dell'omicidio da sempre sostenuta dai parenti dell'uomo contro quella del suicidio che invece hanno sempre sostenuto i magistrati spagnoli. A sostenere che il 30ene non fosse solo al momento della morte nell'abitazione di calle Maddalena a Madrid è un gruppo di consulenti legali e paralegali italo-americani che si occupa di casi irrisolti, incaricato di svolgere indagini difensive per conto della famiglia della vittima.

Secondo gli accertamenti sulla rete internet domestica e sui suoi account social, infatti, è emerso che quella notte erano presenti altrui due telefoni agganciati al suo account Facebook di cui uno era sullo stesso wifi. "Dobbiamo aspettare qualche giorno per sapere chi sono queste due persone" spiegano i familiari di Mario Biondo che ora sperano in un nuovo supplemento di indagini da parte della magistratura italiana prima che scadano i termini dell'attuale proroga fissati a giugno. Gli accertamenti infatti sono stati depositati alla Procura Generale di Palermo che ora si sta occupando della vicenda dopo aver avocato il caso. Oltre al fatto che Biondo non era solo all'ora della morte, secondo gli accertamenti dei familiari, qualcuno poche ore dopo avrebbe usato la sua carta di credito in un locale notturno di Madrid, poco distante dalla sua abitazione, tra le 2:08 e le 2:53 del mattino. Ulteriore elemento che dunque indicherebbe l'opera di altri alla base della morte dell'uomo.

A trovare il cadavere del cameraman fu la cameriera al mattino seguente e il caso venne subito archiviato come suicidio perché Mario Biondo fu trovato impiccato alla libreria della casa in cui viveva insieme alla moglie Raquel Sanchez Silva, nota conduttrice spagnola. Molti elementi della scena però non hanno mai convinto i familiari: dai talloni appoggiati al pavimento a un livido sospetto sul capo di Mario. Questo ha dato vita a una serie di richieste di indagini supplementari con bentre autopsie che però hanno sempre confermato la tesi del suicidio. La famiglia dell'uomo però non si è arresa e ha continuano a indagare anche per proprio conto trovando in Italia l'appoggio della magistratura.