Ben 108 capi imputazione e 26 persone indagate, sono i numeri del cosiddetto caso Bibbiano vale a dire l’inchiesta ‘Angeli e Demoni' sugli affidi illeciti in Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia. Nel giorno delle motivazioni con le quali la corte di Cassazione ha scarcerato il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, infatti, la Procura reggiana, che coordina l’inchiesta,  ha comunicato di aver chiuso le indagini sulla vicenda dando mandato alle forze dell'ordine di consegnare gli avvisi di garanzia ai diretti interessati.

In tutto i carabinieri di Reggio Emilia, a cui sono affidati gli accertamenti investigativi sul caso Bibbiano, nelle scorse ore hanno notificato 26 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di altrettante persone coinvolte nella vicenda, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Tra i destinatari degli avvisi c’è proprio il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, che infatti risultava ancora indagato nonostante la decisione di scarcerazione e poi della revoca di ogni misura cautelare nei suoi confronti. I capi d'imputazione elencati nell'atto sono 108.

"La massiccia attività istruttoria svolta successivamente all'esecuzione della misure cautelari, attraverso l'escussione di ulteriori persone informate sui fatti, le nuove consulenze tecniche svolte, gli interrogatori resi da alcuni degli indagati, appositamente corroborati da mirati riscontri e, non da ultimo, l'analisi del materiale informatico e documentale in sequestro anche a seguito di alcune udienze davanti al Gip e in contraddittorio tra le parti" ha consentito "non solo di confermare le ipotesi accusatorie già riconosciute dal Gip in fase cautelare", ma di "integrare il quadro probatorio in relazione a talune non riconosciute dal Gip stesso in fase di emissione misura e anche di individuare nuove fattispecie" ha spiegato il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini.

Il caso Bibbiano era venuto a galla nel giugno scorso quando per ordine del Gip furono eseguite 18 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute parte di un sistema illecito di affidamento dei minori tolti alle famiglie di origine. Nel mirino degli inquirenti finirono oltre al sindaco di Bibbiano anche assistenti sociali, psicologi e liberi professionisti accusati a vario titolo di aver alterato il meccanismo degli affidi in tutto il territorio della Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia.

Secondo i pm, per lungo tempo sarebbero stati alterate relazioni dei servizi sociali e falsate le perizie anche di fronte al tribunale dei minori per consentire allontanamenti prolungati e affidamenti. Agli atti tra le altre cose anche lettere dei genitori naturali nascosti in un magazzino e disegni dei bambini contraffatti per descrivere molestie mai subite in famiglia.