È proprio di Speranza Ponti il corpo nudo, parzialmente mummificato ritrovato nelle campagne a Alghero, in Sardegna due settimane fa. Il confronto del DNA ha consentito di attribuire con certezza i resti alla 50enne scomparsa il 6 dicembre. Particolarmente difficile per i medici è stato l'esame del cadavere ritrovato in avanzato stato di decomposizione, con gli arti mummificati, avvolto in un lenzuolo e ricoperto da una lastra di alluminio.

Il cadavere è stato ritrovato su indicazione di Massimiliano Farci, cinquantatré anni, di Assemini, oggi indagato per l'omicidio di Speranza Ponti e precedentemente in semilibertà per un altro delitto, costatogli l'ergastolo. Farci, ora in carcere, ha fatto ritrovare il corpo della donna, ammettendo di essere stato lui a trasportarlo sulla collinetta di Alghero, ma negando di aver fatto del male alla Ponti, sua compagna da due anni. L'uomo, che ha già scontato vent'anni per  l'omicidio di Renato Baldussi (il cosiddetto delitto della Lotus Rossa) ora è accusato di omicidio volontario, occultamento di cadavere, furto e utilizzo indebito del bancomat di Speranza.

Continua a sostenere di aver trovato Speranza in casa, già morta e di averne trasportato il corpo in un luogo a lui caro. Poco prima di morire, Speranza aveva incassato una grossa somma di denaro derivante da una polizza assicurativa e dalla vendita della casa di Genova. Una circostanza ritenuta dagli inquirenti un movente plausibile per il delitto. Già nel 1999, infatti, Farci aveva ucciso per appropriarsi di una costosa auto di lusso. In occasione dei funerali le due città in cui Speranza ha vissuto, la nativa Uri e Alghero, hanno indetto il lutto cittadino.