L'Organizzazione mondiale della sanità è "sempre più deludente", secondo il virologo Roberto Burioni, che si sfoga in  un tweet, commentando il nuovo documento dell'Oms sull'utilizzo delle mascherine, che non considera il tasso di trasmissione del coronavirus dagli asintomatici, e non consiglia l'obbligo di indossare le mascherine per tutti in pubblico. Di fatto la linea dell'Oms sui dispositivi di protezione è rimasta invariata.

E a chi gli fa notare che le critiche all'Oms non siano un ‘bel messaggio', Burioni replica così: "Mi spiace ma qui non siamo in Cina e io critico anche WHO se lo ritengo opportuno". C'è chi ribatte al virologo scrivendo che l'Oms è comunque una voce autorevole: "L'autorevolezza – afferma Burioni – si guadagna (e si perde) sul campo".

L'Oms oggi ha ribadito che l'utilizzo mascherina non basta da solo a proteggere dal contagio del coronavirus, ma devono essere adottate anche altre misure, come il distanziamento sociale e il lavaggio frequente delle mani. E non ci sarebbero prove che indossare una mascherina possa proteggere una persona sana dall'infezione.

"Indossare una mascherina – si legge nel documento – è una delle misure di prevenzione che possono contenere il contagio di diverse malattie respiratorie virali, compresa COVID-19. Tuttavia, il solo uso della mascherina è insufficiente a fornire un adeguato livello di protezione, e altre misure dovrebbero essere adottate", cioè appunto il distanziamento sociale e il lavarsi frequentemente le mani. Ma soprattutto, nota l'Oms, "attualmente non ci sono evidenze che indossare una mascherina da parte di una persona sana, anche in un contesto generale in cui si indossano universalmente, possa prevenire l'infezione di un virus respiratorio, compreso COVID-19". In definitiva, si legge nel documento, "le mascherine mediche andrebbero riservate agli operatori sanitari", tanto più che "il loro uso da parte della popolazione potrebbe creare un falso senso di sicurezza".