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7 Dicembre 2022
11:19

Boom influenza, i pediatri: “Migliaia di bimbi colpiti, puntare su vaccino e uso delle mascherine”

L’intervista di Fanpage.it a dottor Giuseppe Di Mauro, segretario nazionale attività scientifiche FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) sull’influenza: “Non è infezione banale, in migliaia di bambini già a letto con febbre alta. Puntare sulla vaccinazione e non abbandonare le mascherine”.
Intervista a Dott. Giuseppe Di Mauro
segretario nazionale attività scientifiche FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri)
A cura di Ida Artiaco
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"L'influenza non è una infezione banale. Non è solo stare qualche giorno a casa con la febbre alta. Ci possono essere complicazioni, come polmoniti e bronchiti. Per questo la vaccinazione è consigliata, soprattutto nei bimbi dai 6 mesi ai 6 anni, che è la fascia più colpita, oltre a coloro che hanno fragilità e cronicità".

A parlare è il dottor Giuseppe Di Mauro, segretario nazionale attività scientifiche FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), che ha spiegato a Fanpage.it perché la stagione influenzale quest'anno è cominciata prima ed è più aggressiva rispetto al passato, colpendo in particolare i più piccoli, che pure possono sviluppare complicazioni da non sottovalutare.

Dott. Di Mauro, come mai l'influenza di quest'anno sembra più aggressiva di quella degli scorsi anni?

"Questo virus per due anni è stato più tranquillo, meno aggressivo e c'è stata una incidenza minore per due ordini di motivi.

Sia perché il Covid ha fatto da Re Leone tra i virus respiratori, sia perché abbiamo utilizzato le mascherine in tutti i luoghi affollati, dalle scuole agli studi medici passando per i mezzi pubblici, che hanno difeso tutte le persone, dai più grandi ai più piccoli, essendo anche questo un virus che si trasmette aria-aria.

Una volta che è decaduto l'obbligo di mascherine, seguito dal generale abbassamento della guardia nei confronti della pandemia, che comunque c'è ancora, l'influenza ha ottenuto una aggressività molto maggiore rispetto agli altri anni".

Può darci dei numeri sui bambini alle prese con l'influenza?

"Prima di tutto bisogna dire che un'altra particolarità dell'influenza è che quest'anno è arrivata già a inizio dicembre, quando generalmente comincia a comparire subito dopo le festività natalizie e a inizio gennaio.

Noi già ora stiamo avendo numeri molto importanti, in particolare nelle regioni del Nord, tra Veneto e Lombardia, ma anche al Centro Sud. Io, che mi trovo in Campania, in due giorni ho avuto centinaia di telefonate di genitori con sintomi classici di questa influenza: raffreddore, tosse, febbre alta".

C'è una fascia d'età più colpita?

"La fascia d'età più colpita è quella 6 mesi – 6 anni, che è quella più debole e per la quale è raccomandata fortemente la vaccinazione. Insomma, l'età prescolare è quella più a rischio.

Ma ci sono anche tutti i bambini con patologie croniche o conviventi con persone anziane, che hanno il diritto di vaccinarsi per proteggere se stessi e gli altri componenti della famiglia. Anche nei minori che hanno patologie importanti, croniche e respiratorie, il virus può creare dei disastri".

Lei ha parlato di vaccinazione. Cosa ne pensa?

"L'unica arma che abbiamo contro l'influenza è il vaccino. Bisogna fare due dosi a distanza di almeno 4 settimane. È l'unico strumento che difende, è altamente efficace. Da un paio d'anni esiste nei bimbi dai 2 ai 18 anni anche il vaccino nasale spray, mentre per i più piccoli rimane quello intramuscolare ma non è niente di particolare.

È l'arma più forte che abbiamo, solo così possiamo limitare il danno. Il pediatra di famiglia promuove la salute, riceviamo bimbi sani e vogliamo farli stare bene ma dobbiamo mettere in atto tutta la prevenzione a nostra disposizione per poterli mettere nelle migliori condizioni di non ammalarsi o ammalarsi meno.

Consigliamo, pertanto, anche il lavaggio delle mani perché abbatte le infezioni virali e batteriche del 30%. E quando siamo in luoghi super affollati, se usiamo ancora la mascherina, non è peccato mortale. Abbiamo visto e provato che ci hanno difeso. Va bene non usarla in famiglia e tra persone conosciute, ma in luoghi molto affollati come mezzi pubblici o studi medici è un disastro. Quindi teniamola tutti in tasca e utilizziamola al momento giusto.

Poichè, inoltre, i sintomi dell'influenza sono simili a quelli del Covid, e si dovrebbe fare solo tampone per diagnosi differenziale, se i bimbi sono vaccinati contro l'influenza la possibilità che sia un'altra patologia ci sta di più. Se si facessero poi entrambi, si metterebbe il bambino nelle migliori condizioni ma, ahimè, per il vaccino anti Covid non c'è ancora un piano, le istituzioni hanno abbassato la guardia e non va bene, perché i virus aggrediscono appena succede questo".

Anche i pronto soccorso sono sempre più pieni di bambini con l'influenza. Quando scatta il campanello d'allarme per i genitori?

"Il genitore che vede il figlio con la febbre a 39 corre al pronto soccorso. Ma noi cerchiamo di spiegare che la febbre è una alleata, perché se in quel momento è entrato il virus nel corpo del bambino, quella temperatura fa produrre molto meno il virus, è una auto-difesa.

Se il bambino presenta solo febbre alta è inutile andare in ospedale, basta un semplice antipiretico. È comunque sempre consigliato consultare il pediatra di famiglia. Generalmente, diciamo di non muoversi da casa se il bimbo non presenta dispnea o non si alimenta e non bene, che sono le condizioni che possono far preoccupare".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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