Bombe sotto i palazzi e chiodi in strada per assaltare bancomat: il video della banda smantellata dai carabinieri

Numerosi gli assalti attribuiti alla banda tra Puglia e Basilicata commessi sempre con la cosiddetta tecnica della marmotta ma le indagini hanno stabilito che il gruppo aveva dei collegamenti diretti con altri episodi analoghi verificatisi in tutto il sud Italia tra cui Calabria, Campania e Lazio.
A cura di Antonio Palma
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Per assaltare gli sportelli bancomat presi di mira, non esitavano a piazzare potenti ordigni sotto i palazzi e in pieno centro causando ingenti danni alle strutture bancarie ma anche situazioni di concreto pericolo per tutti. Era questo il modus operandi di una banda di malviventi smantellata nelle scorse ore dai carabinieri del comando provinciale di Taranto a conclusione di una complessa attività investigativa coordinata dalla locale procura della Repubblica e conclusa con l'arresto di cinque persone.

Numerosi gli assalti attribuiti alla banda commessi sempre con la cosiddetta tecnica della marmotta, vale a dire attraverso l'utilizzo di ordigni esplosivi artigianali piazzati all'interno degli sportelli bancomat. Gli assalti hanno interessato inizialmente i centri di Montemesola, Monteiasi, Mottola, Palagiano e Ginosa, nel territorio tarantino, ma anche il comune di Scanzano Jonico, in provincia di Matera.

Le indagini però hanno stabilito che la banda aveva dei collegamenti diretti con altri episodi analoghi verificatisi in tutto il sud Italia tra cui Basilicata, Calabria, Campania e Lazio. In particolare, uno degli indagati viene ritenuto come punto di riferimento anche in altri assalti avvenuti nelle province di Cosenza, Caserta, Benevento, Frosinone, Napoli e Salerno, in concorso con altri soggetti in via di identificazione,

Gli stessi arresti dei cinque indagati infatti sono stati eseguiti a Palagiano (TA) e Toritto (BA), ma anche a Napoli. Secondo i carabinieri, solo per gli episodi accertati in Puglia e Basilicata, il bottino è di circa duecentomila euro ma se si considerano i numerosi colpi fuori regione la somma complessiva sfiora il milione di euro a cui devono aggiungere i gli ingenti danni strutturali agli immobili e agli impianti.

Le indagini erano partite nel novembre scorso in conseguenza di un incremento esponenziale degli attacchi agli ATM registrati nella provincia di Taranto nelle aree limitrofe. Come si vede in alcuni video diffusi dalle stesse forze dell'ordine, durante i colpi la banda di malviventi faceva saltare i bancomat con esplosioni udibili a notevole distanza e disseminando di chiodi artigianali a quattro punte le vie di fuga per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine. Durante la fuga poi sfrecciavano a velocità elevatissime, superiori ai 200 km/h, con grave rischio per la sicurezza di tutti.

Come scoperto dalle indagini, la banda era in grado di pianificare sopralluoghi preventivi, utilizzare più veicoli di supporto, spesso rubati o riciclati con targhe di altri veicoli, che poi venivano incendiati o riempiti con estintori per rendere più difficili l'individuazione di eventuali tracce.

Le indagini, condotte attraverso servizi di osservazione e pedinamento, analisi di centinaia di ore di filmati di videosorveglianza, utilizzo di lettori targhe, tracciamenti GPS, acquisizione e studio dei tabulati telefonici e attività tecniche di intercettazione, hanno permesso però di ricostruire dettagliatamente il modus operandi del gruppo e di documentare la presenza degli indagati nei luoghi e negli orari compatibili con i singoli assalti.

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