Bimbo annegato nel canale a Bassano del Grappa: indagata la madre

"Non posso credere che sia morto. Me lo hanno detto i poliziotti ma non è possibile, forse qualcuno lo ha portato con sé", sono le disperate parole di un papà che non riesce ancora a credere che suo figlio sia morto quelle Namory Kouyate, padre del piccolo Kelli Kouyate, i bimbo di tre anni annegato giovedì scorso in un canale non lontano da casa a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. L'uomo non riesce a darsi pace per quanto accaduto non lontano dall'alloggio in cui risiede la famiglia ivoriana con un permesso di rifugiati. "Mio figlio no si è mai allontanato e no si era mai avvicinato all'arcua " ha raccontato il genitore, aggiungendo: "È stata come una magia. La mamma è andata a prendere le sue scarpe. Io mi sono girato per prendergli dell’acqua. Come ci siamo girati lui non c’era più".
Al dramma familiare ora peròsi potrebbe aggiungere anche una vicenda giudiziaria dolorosa. Il sostituto procuratore Hans Roderich Blattner infatti ha aperto un fascicolo sul caso ipotizzano il reato di abbandono di minore e iscrivendo nel registro degli indagati proprio la mamma del piccolo. Per il momento si tratta di atto dovuto per accertare esattamente come si siano svolti i fatti ma la dona sarà presto interrogata dagli inquirenti per raccontare precisamente la sua versione dei fatti. Intanto la Procura di Vicenza ha già disposto l’autopsia sul corpicino.
"All’esterno dell’abitazione c’erano tre persone, avevano già visto in passato mio figlio. Appena ci siamo accorti che era scomparso abbiamo chiesto a loro. Lo avete visto? Avete visto dove sia andato? Nessuno però è stato in grado di aiutarci. Subito abbiamo chiamato la polizia che è arrivata e tutti si sono messi a cercarlo. Io sono stato accompagnato al commissariato. Mi hanno fatto delle domande e quando sono stato accompagnato a casa i poliziotti mi hanno detto che Kelli era morto" ha ricordato il papà del piccolo che pare fosse affetto da un disturbo dello spettro autistico. "Tutti dicono che lui fosse malato ma io sono convinto che prima o poi anche lui avrebbe parlato in fretta. In Africa è pieno di bambini che all’inizio sono più lenti a parlare" ha concluso l'uomo