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Famiglia che vive nel bosco

Bimbi del bosco, la nonna e la zia vorrebbero l’affidamento: “Si sono ammalati, non saranno più come prima”

La nonna e la zia dei bimbi cresciuti nei boschi di Palmoli e ora in casa famiglia sono arrivate in Italia dall’Australia due giorni fa con l’intenzione di appurare di persona le condizioni dei tre minori. Dopo una visita di qualche ora, le due donne hanno detto di averli visti turbati. “Tristi per quanto è successo, non saranno più quelli di prima”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Sono arrivate in Italia la nonna e la zia dei tre bambini cresciuti nei boschi di Chieti e poi portati in casa famiglia. Pauline e Rachel Birmingham hanno incontrato i tre nipoti nella casa famiglia di Vasto, li hanno abbracciati e ascoltati, poi si sono dette preoccupate. Dopo qualche ora di giochi con i bimbi, hanno raccontato di averli visti turbati. "Si sono ammalati, non saranno più quelli di prima" hanno affermato.

Sono arrivate 2 giorni fa da Melbourne ed erano intenzionate, con l'aiuto dell'ambasciata italiana, a chiedere l'affidamento dei tre minori ai nonni, che vivono in Australia. Giunte in Italia però, l'idea si sarebbe affievolita: Nathan Trevallion, marito di Catherine e papà dei piccoli, vorrebbe continuare a vivere in Italia, nei boschi di Palmoli. Tecnicamente poi l'affidamento ai nonni non è possibile, perché bisognerebbe attendere il percorso di valutazione iniziato dal Tribunale e poi i parenti dovrebbero dimostrare di discostarsi dai comportamenti della coppia anglo-australiana.

Per Nathan e Catherine c'è stata la seconda perizia proprio ieri per la verifica delle attitudini genitoriali. I due si sono recati nello studio della psichiatra Simona Ceccoli e vi sono rimasti per oltre tre ore. La psicologa della difesa, Martina Aiello, ha sottolineato che in queste fasi si sta procedendo alla "ricostruzione della vita di una famiglia" e che al momento non ci sono stati test individuali. I genitori sono comunque determinati a fare qualsiasi cosa per riabbracciare i figli.

Mentre la collaborazione con l'Asl sembra proficua e allo stesso modo viene descritta dalle relazioni finora rilasciate dalla struttura, appare diverso il rapporto tra la casa famiglia e più in generale gli assistenti sociali e la mamma dei tre bambini, Catherine Birmingham, che dal 20 novembre vive nella casa famiglia dove si trovano i minori, seppure in locali separati. La donna avrebbe infatti mostrato più di una volta la sua contrarietà ai metodi utilizzati nella struttura. Secondo gli educatori, il suo atteggiamento influenzerebbe negativamente i minori.

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