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Bimba morta a Bordighera, si farà il sopralluogo a casa dell’amico della madre: le due versioni non tornano

Lunedì 16 febbraio si terrà l’autopsia sul corpo della bimba di 2 anni morta in una casa a Bordighera. Lo stesso giorno si terranno i sopralluoghi dei carabinieri a casa dell’amico della madre: entrambi sono indagati per omicidio preterintenzionale.
A cura di Giorgia Venturini
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Lunedì 16 febbraio sarà il giorno decisivo per risolvere la maggior parte dei dubbi sulla bimba di 2 anni morta il 9 febbraio in casa a Bordighera. Tra due giorni infatti si terrà l'autopsia sul corpo della piccola per chiarire la cause della morte. Nello stesso giorno i carabinieri del Reparto investigazioni speciali faranno sopralluogo a casa del 42enne amico della madre della piccola: entrambi sono indagati per l'omicidio preterintenzionale. Solo la donna si trova in carcere: il giudice per le indagini preliminari ha confermato in settimana la misura cautelare ai domiciliari perché c'è rischio di inquinamento delle prove.

La madre della bimba però si ritiene innocente. Anche davanti al gip ha confermato la sua versione dei fatti, ovvero che il giovedì prima del giorno della tragedia la piccola era caduta dalle scale di casa ma in quel momento non aveva ritenuto le sue condizioni di salute gravi. I giorni successivi lei, con i suoi tre figli, era stata a casa del suo amico: questo vuol dire che tutti e quattro avevano passato lì anche la notte del 9 febbraio per poi la mattina presto tornare a casa loro e prepararsi per andare a scuola. La donna ha raccontato di aver messo la bimba nel lettino, di aver preparato gli altri figli e quando è andata a riprendere la più piccola l'ha trovata che non respirava più e con le mani già rigide. Avrebbe così subito chiamato i soccorsi: quando sono arrivati per la bimba non c'è stato più nulla da fare.

I dubbi si concentrano sull'orario del decesso e quindi anche sul luogo del decesso. In una prima relazione il medico legale infatti avrebbe indicato come l'orario della morte tra mezzanotte e le due del 9 febbraio quando quindi la piccola era ancora a casa dell'amico della madre. L'uomo invece "sentito nella quasi immediatezza dei fatti, ha negato di aver passato la notte con l'indagata e le sue figlie".

Nel verbale dei soccorsi del 118 ci sarebbe scritto – come spiegano fonti di Fanpage.it – che quando sono entrati in casa hanno provato a rianimare la piccola segnando poi come data del decesso le 9.08. Sarà quindi fondamentale l'autopsia e il sopralluogo a casa dell'uomo.

Invece i dubbi sulla madre si concentrano sul fatto che la donna, nonostante fosse stata seguita telefonicamente dal 118, non abbia eseguito le manovre di soccorso spiegate al telefono dal medico. Quando i sanitari sono arrivati in casa hanno trovato la piccola ancora vestita e nel lettino, invece le era stato detto di svestirla, metterla a terra e fare il massaggio cardiaco.

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