Bimba morta a Bordighera, la madre resta in carcere: non avrebbe eseguito il massaggio cardiaco alla piccola

Resta in carcere la donna accusata di omicidio preterintenzionale nei confronti della figlia di due anni. La piccola è stata trovata morta in casa a Bordighera due giorni fa. Durante l'udienza di oggi 12 febbraio non è stato convalidato l'arresto ma il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per il pericolo di inquinamento delle prove. In collegamento dal carcere la donna ha risposto a tutte le domande e ha confermato la sua versione dei fatti: ovvero che la piccola qualche giorno prima del decesso era caduta dalle scale di casa. Due giorni fa poi lei si era assentata da casa lasciando la bimba da sola con i due fratellini di 9 e 10 anni. Quando è tornata l'ha trovata morta e ha chiamato i soccorsi. Una versione che non aveva convinto gli investigatori, così era scattato l'arresto. Ora si faranno tutti gli accertamenti del caso.
Stando quanto riferito a Fanpage.it dall'avvocata difensore Manuela Corbetta, il giudice non ha accolto la richiesta della misura cautelare ai domiciliari per stare con gli altri due figli, che ora si trovano in comunità. La donna resta invece in carcere per i gravi indizi di colpevolezza. Davanti al giudice l'arrestata ha ribadito l'amore per i suoi figli anche perché li ha cresciuti da sola: il padre si trova in carcere da tempo. Per questo la piccola portava il cognome della madre: "Mi farò anche quarant'anni, ma la verità verrà a galla", ha detto la donna in aula. La 43enne ha ribadito di non aver "mai messo addosso alle bambine, che sono le ragioni della sua vita".
Intanto si procede con tutte le analisi del caso. A iniziare dall'autopsia che si svolgerà sul corpo della bimba il prossimo lunedì. Il medico legale confermerà o meno la causa del decesso e se i lividi individuati dopo un primo esame esterno sul cadavere sono compatibili con una caduta dalle scale. L'avvocato difensore Bruno Di Giovanni ha spiegato: "L'accertamento autoptico sarà rilevante perché bisognerà capire quali sono le cause della morte, qual è il significato delle lesioni e se vi sia un nesso tra le lesioni e la morte. Potrebbe esserci, come aveva chiesto il pm in via subordinata, un abbandono di incapaci seguito dalla morte, che però pretende non vi siano lesioni o percosse. Potrebbe essere anche un atteggiamento colposo di negligenza nell'assistenza alle figlie".
I dubbi del giudice per le indagini preliminari sono sulla mancanza di un intervento di primo soccorso della donna. L'arrestata – sempre secondo quanto riferiscono fonti di Fanpage.it – ha chiamato il 118 e al telefono i sanitari le hanno spiegato come procedere con il massaggio cardiaco. Le hanno detto di togliere i vestiti alla piccola e metterla sul pavimento e poi iniziare con il massaggio. Tutto in attesa che i medici si precipitassero sul posto. Quando però i sanitari sono arrivati in casa hanno trovato ancora la piccola nella culla e sdraiata su un fianco. La donna si è difesa dicendo che era nel panico e che aveva gli altri due bambini che piangevano ed erano terrorizzati. Si procede con le indagini.