Bimba di 3 anni morta a Tortona, la mamma: “Colpita perché temevo riavvicinamento con il padre violento”

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Immagini di repertorio.
Ha 30 anni ed è di origini ucraine la donna che nella notte ha accoltellato con un coltello da cucina la figlioletta di 3 anni. La donna ha spiegato di aver agito perché angosciata dal percorso di riavvicinamento che il giudice aveva disposto tra la bambina e il padre violento.

Ha accoltellato la figlioletta perché "sopraffatta dalle tensioni con l'ex partner", padre della minore. Questo è quanto avrebbe riferito la mamma della bambina di 3 anni trovata morta in casa a Tortona, nell'Alessandrino.

La donna, 30enne di nazionalità ucraina, era in Italia da qualche anno e aveva l'affidamento esclusivo della bambina. Il papà, che lei aveva denunciato per maltrattamenti quando la piccola aveva un anno, stava attraversando un percorso di riavvicinamento alla minore per volere dei giudici. La cosa aveva turbato la donna, tanto da provocarle un costante stato di ansia. Le crescenti tensioni con l'ex partner e il turbamento dovuto al riavvicinamento imposto dai magistrati avrebbe portato la donna a prendere un coltello da cucina e colpire la piccola.

Sarebbe stata proprio lei ad allertare le forze dell'ordine intorno alle 2 di notte chiedendo aiuto. La minore è stata trovata morta nel lettino e la madre è stata arrestata. Secondo quanto emerso, la donna aveva denunciato l'ex partner due anni fa per maltrattamenti nei suoi confronti e il Servizio sociale si era subito attivato per aiutarla.

La donna viveva insieme alla figlia in una struttura popolare e secondo i Servizi sociali, non aveva mai mostrato segnali preoccupanti che potessero far temere per la sua incolumità e per quella della bambina.

In particolare, la famiglia stava andando incontro a problemi di natura economica che però il comune stava cercando di risolvere anche grazie alla sistemazione individuata proprio per permettere a mamma e figlia di vivere serenamente.

Secondo quanto apprende Fanpage.it, la 30enne avrebbe ammesso da subito le sue responsabilità davanti alle forze dell'ordine, spiegando di aver agito perché preoccupata per il riavvicinamento dell'ex marito, che con lei era stato violento, alla bambina. La donna temeva infatti che potesse ripetere le violenze su di lei o maltrattare la piccola.

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