Bimba deceduta a Bordighera, le prime parole della madre dal carcere: “Senza le mie bimbe sono morta”

"Senza le mie bambine sono una donna morta", sono queste le prime parole dal carcere della mamma della bambina di due anni trovata morta in casa a Bordighera in circostanze ancora tutte da chiarire e con varie ecchimosi sul corpo e per il cui decesso sono indagati per omicidio preterintenzionale la stessa 43enne e il fidanzato. A rivelarlo sono stati gli avvocati della donna che hanno potuto parlarle nel corso di un colloquio avvenuto oggi in video collegamento.
Secondo i legali della 43enne, la madre della piccola è in gravi difficoltà psicologiche e fisiche dopo essere stata accusata dell'omicidio della piccola e dopo l'arresto che l'ha separata improvvisamente anche dalle altre figlie più grandi, momentaneamente affidate ai nonni. "Non sta bene: va in infermeria, è stata anche in ospedale e lamenta un forte dolore alle costole" ha spiegato all'Agi l'avvocata Laura Corbetta, rivelando che "Assume gocce per dormire e ripete che senza le sue bimbe, è una donna morta". "Noi le ripetiamo di farsi coraggio, ma è provata" ha concluso la legale.
La donna, che a differenza del fidanzato si trova in arresto nel carcere genovese di Pontedecimo, continua a proclamarsi innocente e a sostenere la sua tesi della caduta accidentale della bimba dalle scale alcuni giorni prima della morte. La mattina del 9 febbraio scorso è stata lei a chiamare i soccorsi dicendo che la piccola aveva difficoltà respiratorie ma all'arrivo del 118, la bambina era già morta. Secondo gli inquirenti, però, era deceduta già ore prima a casa del fidanzato della 43enne, dove madre e figlie avevano trascorso la notte, e poi la donna avrebbe caricato il corpicino in auto trasportandolo fino a casa sua dove infine avrebbe messo in scena il malore.
Sempre stando all'accusa, in auto ci sarebbero state anche le altre figlie che probabilmente verranno ascoltate nei prossimi giorni in audizione protetta per ricostruire quei terribili momenti. Al centro dell'inchiesta anche le ecchimosi sulla bimba evidenziate durante i soccorsi sanitari e confermate poi dall‘autopsia sul corpicino da cui sono emerse lesioni su dorso, addome, gambe e labbro e un trauma cranico. Ancora da chiarire infatti se i segni siano dovuti a percosse o a una caduta.
I legali della donna però puntano anche a una perizia su alcuni segni che la 43enne aveva sul corpo durante la gravidanza della bimba, che possono sembrare ecchimosi, per stabilire se possano essere sintomi di disturbi genetici familiari. "Vorremmo capire se possono essere le stesse ‘macchie' trovate sul corpo della piccola, e quindi se si tratti di segni genetici. Ma i tempi per richieste ed esami simili sono molto lunghi" hanno spiegato gli avvocati.