Benzinai, dalle 19.30 scatta lo sciopero: niente carburante fino a giovedì

Saranno 36 ore difficili quelle che dovranno vivere automobilisti ed autotrasportatori. Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio hanno infatti confermato la mobilitazione, che comporterà la chiusura degli impianti di benzina a partire dalle 19.30 di stasera fino alle 7 del mattino di giovedì. Saranno chiusi tutti gli impianti della rete ordinaria e dalle ore 22.00 di questa sera alle ore 22.00 di domani – mercoledì 18 giugno – anche di quelli della rete autostradale. Come se non bastasse fino alle 19 e 30 di stasera rimarranno chiuse anche le colonnine dei self service, con relativo oscuramento dei prezzi ad essi collegati e dell'insegna della compagnia: chi vorrà fare carburante, quindi, dovrà necessariamente rinunciare agli sconti del "fai da te".
Sciopero dei benzinai: ecco le fasce di garanzia
Roberto Alesse, garante per gli scioperi, ha ieri messo in guerdia le compagnia, avvisando che dovranno essere garantiti i servizi minimi per gli automobilisti. Se ciò non dovesse accadere scatteranno sanzioni. In una nota il garante ha invitato "al rispetto puntuale della normativa, in particolare con riferimento alle prestazioni indispensabili e alla garanzia dei servizi minimi". Ciò vuol dire che – nelle aree urbane ed extraurbane – dovranno rimanere in servizio non meno del 50% degli esercizi aperti nei giorni festivi. Per quanto riguarda la rete autostradale, invece, dovrà essere garantito il servizio per i mezzi adibiti alle emergenze e comunque dovrà rimanere aperta almeno una stazione ogni 100 chilometri.
I sindacati alle compagnie petrolifere: "No alle politiche cge costringono i gestori al fallimento"
In un comunicato i sindacati scrivono: "A distanza di oltre una settimana dalla convocazione ministeriale che ha riconosciuto almeno a parole la giustezza delle ragioni della categoria neppure un minimo segnale è pervenuto dall'industria petrolifera nel suo complesso per raffreddare la vertenza che oppone i gestori alle stesse a causa delle politiche commerciali di discriminazione del prezzo che penalizzano i consumatori e spingono intenzionalmente le imprese di gestione al fallimento economico". Le ragioni dello sciopero? Garantire ai gestori condizioni eque per competere nel mercato, ossia prezzi al medesimo livello di quelli che le stesse compagnie riservano alle pompe bianche e alla grande distribuzione; ristrutturazione ed ammodernamento della rete di vendita, contro ogni disegno di ghostizzazione degli impianti e di espulsione del gestore; ripresa della una contrattazione collettiva.