Bambini nel bosco, i genitori rifiutano casa del Comune e ristrutturazione. L’avvocato lascia: “Manca fiducia”

L'avvocato Giovanni Angelucci, che in quest'ultimo anno ha assistito i genitori dei tre bambini trasferiti in una casa famiglia dopo essere cresciuti nel bosco di Chieti, ha rimesso il mandato. L'annuncio è arrivato pochi minuti fa: il legale, che più volte ha raccontato a Fanpage.it la vita condotta dalla famiglia anglo-australiana nei boschi nei pressi di Palmoli, ha rinunciato al mandato spiegando le sue motivazioni in una nota.
"Ieri sera, dopo un'attenta riflessione, ho deciso non senza difficoltà di rinunciare all'incarico difensivo a suo tempo conferitomi dai coniugi della casa nel bosco. Mi sono visto costretto a una scelta estrema, che è l'ultima che un professionista serio vorrebbe adottare, a causa delle pressanti ingerenze esterne che negli scorsi giorni hanno incrinato la fiducia posta alla base del rapporto professionale che lega avvocato e cliente".
Angelucci avrebbe rimesso il mandato difensivo dopo che la famiglia ha rifiutato le proposte del legale. "Avremmo dovuto fare un sopralluogo in un'abitazione distante pochi chilometri da quella nella quale sono cresciuti i bambini, era stata messa a disposizione gratuitamente da un imprenditore nel campo della ristorazione di Ortona e originario di Palmoli. Tale soluzione si aggiungeva a quella proposta dal sindaco Masciulli, ma nessuna delle due era piaciuta ai coniugi. Ieri non vi è stato nessun incontro".
Il Tribunale ha infatti chiesto ai genitori dei tre bambini, ora in casa famiglia insieme alla madre, di porre rimedio ad alcuni punti critici, tra i quali la ristrutturazione della casa nel bosco e l'iscrizione in una scuola pubblica dei fratellini. L'avvocato Angelucci sul nodo scuola aveva però dimostrato che i familiari dei minori avevano tutte le autorizzazioni necessari per l'istruzione parentale.
Secondo il legale, inoltre, sempre nella giornata di ieri il padre dei bimbi avrebbe dovuto firmare per depositare presso il genio civile il progetto di ristrutturazione straordinaria della casa del bosco. L'uomo avrebbe però cambiato idea, sostenendo che i lavori sarebbero stati "troppo invasivi e impattanti". Un geometra del posto si sarebbe anche recato sul posto con l'avvocato insieme a un rappresentante della ditta Ssap, San Salvo Appalti Spa, per eseguire i lavori di ristrutturazione a sue cure e spese. Anche questa offerta, però, è stata respinta".
In giornata è intervenuto sulla vicenda di nuovo il Palmoli, Giuseppe Masciulli: "Noi continuiamo a mantenere valida la proposta della casa e invitiamo la famiglia a riflettere perché ci sembra un'ottima soluzione per iniziare a rispondere a tutte le criticità evidenziate dal Tribunale dei minorenni. Garantiamo un'abitazione sicura e adeguata dal punto di vista igienico-sanitario per tutta la famiglia. Si tratta di un'abitazione di circa 70 metri quadri collocata in una zona di periferia, quasi di campagna, a una distanza di tre chilometri dalla loro proprietà, ed è totalmente green. Lì potrebbero seguire anche i lavori di ristrutturazione necessari sul loro casolare", ha detto all'ANSA. Masciulli ha anche rivelato che le ambasciate, britannica e australiana, "stanno seguendo da vicino la vicenda. Sono in costante contatto per conoscere gli aspetti amministrativi ma non ci mettono al corrente su eventuali decisioni prese".