Andrea Carletti (Facebook).
in foto: Andrea Carletti (Facebook).

Andrea Carletti, il sindaco del Partito democratico di Bibbiano diventato ormai noto in tutta Italia per il suo presunto coinvolgimento sul caso degli affidi illeciti nei comuni della Val d'Enza, ha chiesto la revoca dei domiciliari in una memoria inviata al gip in cui rivendica la correttezza del suo operato. Il primo cittadino del comune in provincia di Reggio Emilia è infatti stato arrestato lo scorso 27 giugno nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e Demoni", oltre ad essere stato sospeso dalla sua carica dal prefetto. Carletti, che è anche delegato dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza alle politiche sociali,  non solo ha fatto richiesta al giudice per le indagini preliminari, Luca Ramponi, di tornare in libertà, ma ha anche ribadito la sua volontà di non dimettersi, confermando ancora una volta la sua innocenza e puntando a smontare le accuse di abuso d'ufficio e falso ideologico. Secondo quanto lui stesso ha riferito al giudice, e riportato dalla stampa locale, la gara per affidare i servizi agli psicoterapeuti dell'associazione "Hansel e Gretel" è stata fatta alla luce del sole.

"Non era necessaria una procedura a evidenza pubblica perché si tratta di coprogettazione, una pratica prevista dalla legge", ha sottolineato il sindaco nella memoria di 40 pagine inviata alla procura di Reggio Emilia. Dunque, non ci sarebbero state anomalie rispetto alla legislazione sugli appalti. Carletti ha anche aggiunto che "se all’interno del percorso ci sono state persone che hanno consentito o commesso illeciti, non ha alcuna intenzione di giustificarle, ma piuttosto di chiedere loro conto di quei fatti. Io per primo mi sento ingannato". Il gip ha ora 5 giorni di tempo per decidere sul da farsi. Si ricordi che il primo cittadino di Bibbiano è uno dei 29 indagati nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e Demoni" sui bambini strappati alle famiglie d'origine per essere affidati ad altre considerate "più idonee". Insieme a lui sono finiti nell'occhio del ciclone anche anche Paolo Colli, sindaco di Montecchio, sempre sponda Pd, e Paolo Buran di Cavriago, ex presidente dell’Unione Val d’Enza.