Assolto dopo 33 anni in carcere Beniamino Zuncheddu, il pastore accusato della strage di Sinnai nel ’91

Dopo 33 anni in carcere è stato assolto Beniamino Zuncheddu, il pastore accusato nel 1991 di aver ucciso altri 3 pastori per una faida tra famiglie. L’uomo era stato condannato in via definitiva all’ergastolo per la strage di Sinnai.
A cura di Gabriella Mazzeo
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foto di Simona Berterame, Fanpage.it
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Beniamino Zuncheddu è stato assolto dopo 33 anni in carcere. La sentenza è arrivata pochi minuti fa durante l'udienza del processo di revisione che vedeva imputato il 59enne sardo condannato all'ergastolo in via definitiva per l'omicidio di 3 pastori. Zuncheddu è stato finora ritenuto unico responsabile della strage di Sinnai, in provincia di Cagliari, nella quale morirono Gesuino Fadda, 56 anni, e il figlio Giuseppe, di 24 anni. I due erano proprietari di un ovile e con loro morì anche il dipendente Ignazio Pusceddu, 55 anni.

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Secondo quanto ricostruito fino ad oggi, i tre furono vittime di un agguato a colpi di pistola l'8 gennaio del 1991. Il killer arrivò all'ovile dei Fadda a bordo di uno scooter con il volto nascosto in una calza. Prima sparò a Gesuino, sulla strata d'accesso, poi sparò al figlio Giuseppe che si trovava davanti al recinto del bestiame. Pusceddu fu freddato davanti a una baracca, dove in quel momento si trovava con il genero di Fadda, Luigi Pinna, rimasto solo ferito.

foto di Simona Berterame, Fanpage.it
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La pista imboccata dagli investigatori fu quella della faida tra famiglie di pastori e presto il nome indicato fu quello di Zuncheddu, poi condannato per l'omicidio e successivamente detenuto per 33 anni. L'uomo, allora 27enne, fu arrestato sulla base della testimonianza del sopravvissuto, Luigi Pinna, marito della figlia di una delle vittime. Pinna sostenne di non aver riconosciuto l'aggressore ma poi cambiò versione e accusò direttamente Zuncheddu.

Secondo la difesa dell'imputato, Pinna sarebbe stato influenzato durante le indagini preliminari da Mario Uda, il poliziotto che avrebbe mostrato al teste una foto di Zuncheddu prima ancora che venisse interrogato, additandolo come colpevole degli omicidi.

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