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Anziani minacciati e costretti a comprare pentole e aspirapolvere per migliaia di euro: 1.200 truffati

A Padova una banda un sistema di truffa porta a porta agli anziani ha portato a 10 denunce e sequestri per 2,5 milioni. Gli indagati sono stati traditi dall’alto tenore di vita e dall’acquisto di auto di lusso come Porche e Ferrari.
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La tattica era sempre la stessa: individuare anziani e persone sole per poi circuirli e convincerli di aver sottoscritto contratti che li obbligavano ad acquistare elettrodomestici di cui non avevano bisogno. Era questo il meccanismo ricostruito dalla Guardia di Finanza a Padova. Sono più di 1.200 le persone truffate attraverso questo sistema mentre la banda criminale comprava auto di lusso. Proprio lo stile di vita sfarzoso, però, li ha traditi.

Nell'ambito dell'indagine per estorsione e riciclaggio dei proventi illeciti sono state denunciate dieci persone, tutte italiane, e sequestrati beni per 2,5 milioni di euro. Secondo le ricostruzioni dei militari, i guadagni ottenuti grazie alle truffe agli anziani venivano poi spesi in beni di lusso e auto come Ferrari e Lamborghini.

Nei confronti della persona ritenuta a capo dell’associazione a delinquere il Tribunale di Padova ha disposto la custodia cautelare in carcere, per i due più stretti collaboratori gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e per altri due principali indagati l’obbligo di dimora con divieto di allontanarsi dal proprio comune di residenza in orario notturno e obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria.

Come funzionava la truffa agli anziani

Al centro dell'inchiesta c'è un'attività del settore delle vendite “porta a porta”, avente sede legale nel Veneziano e operativa nell’hinterland Padovano, ma realtà conniventi sono state individuate anche nelle province di Roma, Treviso, Mantova e Lecce, anche queste attive nel settore delle vendite a domicilio. Le vittime, quindi, potrebbero essere molte di più di quelle stimate sino ad ora.

A tradire i truffatori è stato il tenore di vita estremamente alto che conducevano nel Padovano, tanto da insospettire i finanzieri. Secondo le osservazioni dei militari gli indagati avrebbero girato in auto di lusso e frequentato locali esclusivi della provincia.

Gli accertamenti hanno subito fatto emergere evidenti incongruenze tra quanto dichiarato e il tenore di vita, nonché anomalie nella clientela della società da loro amministrata, composta integralmente da donne ultrasessantenni.

Le testimonianze raccolte, alcune sfociate in denunce, hanno confermato l'ipotesi della Finanza e delineato il modus operandi: gli indagati acquistavano da altre società della vendita porta a porta elenchi nominativi dei clienti e poi si recavano da anziani, casalinghe, pensionati e persone sole, perché ritenute più vulnerabili. Una volta individuata la vittima perfetta riuscivano ad accedere alla sua abitazione e mostrando il contratto stipulato anni prima li convincevano di avere l'obbligo di acquistare ferri da stiro, set di pentole, materassi, topper, cuscini, lenzuola, poltrone reclinabili, dispositivi elettromedicali di magnetoterapia. Tutti prodotti presentati come di ottima qualità, ma in realtà di scarso valore. Il prezzo solitamente andava dai 5.000 ai 7.000 euro.

Le minacce e l'ipotesi di estorsione

In alcuni casi, i venditori si ripresentavano a distanza di alcuni mesi a casa delle vittime più vulnerabili e più facili da convincere, costringendole a ordinare ulteriori articoli per la casa e rimodulare il finanziamento già attivato in precedenza che aumentava così nell’importo delle rate e nella durata.

Il caso più eclatante è quello di una vittima che in soli tre anni ha ricevuto quattro visite ed è stata obbligata ad acquistare prodotti per 22 mila euro, oltre a 3.000 euro di interessi del finanziamento prolungato fino al 2030.

In caso di rifiuto o resistenze da parte delle anziane, gli indagati minacciavano di adire le vie legali, sostenendo che il contratto di acquisto sottoscritto negli anni precedenti comportava, a loro avviso, ancora l’obbligo di ulteriori acquisti: da qui l'ipotesi di estorsione.

I profitti delle condotte criminali, derivanti da ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento per ogni singola concessione di credito al consumo, avrebbero consentito ai principali indagati di condurre uno stile di vita sfarzoso con vacanze da sogno, frequentazione di raffinati ristoranti, acquisti di abbigliamento ed accessori presso le più famose maison di alta moda, noleggio di autovetture di lusso quali Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche.

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