Dopo mesi di annunci è finalmente arrivata l'ufficialità: le prime vaccinazioni contro il Coronavirus cominceranno in tutta Europa, Italia compresa, a partire dal 27 dicembre, in attesa del via libero definitivo al vaccino Pfizer-BioNtech dell'Ema che dovrebbe arrivare il 21 dicembre. Lo ha reso noto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ed è stato confermato anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza. I primi a ricevere le dosi saranno gli operatori sanitari, secondo il piano vaccinale dell'Italia, a cui seguiranno i più anziani e via via il resto della popolazione. Proprio dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, è arrivata una rassicurazione per i colleghi che ancora sono indecisi e per i cittadini.

"Sul sottoporsi o meno al vaccino c'è una vecchia polemica – ha detto a Fanpage.it -. I vaccini sono tra i farmaci più sicuri al mondo. Ogni anno vacciniamo milioni di persone contro l'influenza e salviamo altrettante vite. Compito del medico è quella di attenersi alle regole stabilite dall'ente regolatore. Se questi farmaci saranno autorizzati, vuol dire che il vaccino è sicuro ed efficace. Comprendo le situazione di prudenza, ma abbiamo avuto conferma che i risultati della sperimentazione sono più che soddisfacenti. D'altronde, noi stiamo assistendo ad un evento unico, che non si è mai avuto nel corso della storia. Il fatto che in così breve tempo abbiamo a nostra disposizione più vaccini in fase di sviluppo è assolutamente positivo, la tecnologia ha consentito di ridurre i tempi della burocrazia. Le informazioni che ci arrivano dalle agenzie regolatorie, l'inglese Mhra in primis e poi l'Fda americana sono più che tranquilizzanti perché confermano che le prove di efficacia e sicurezza del siero sono più che positive".

Anelli ha anche confermato da parte della categoria "la disponibilità totale a dare una mano per uscire dall'incubo della pandemia e trovare soluzioni anche per aumentare il numero dei centri vaccinali". Ma non mancano i problemi. In primis, quello che riguarda le assunzioni di tremila medici, secondo quanto previsto da una call annunciata la scorsa settimana dal commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 in Italia, Domenico Arcuri, che dovrebbero aiutare nella campagna di vaccinazione di massa, che entrerà nel vivo a gennaio. "Il bando per il reclutamento dei medici in vista del vaccino è restrittivo – ha spiegato Anelli a Fanpage.it -, partendo dal presupposto che al momento tutti coloro che sono già impegnati sul campo non possono parteciparvi. Restano solo i pensionati e i neolaureati, molti dei quali sono però già impegnati con le Usca. Diciamo che da parte nostra il dubbio che alla fine questi 3000 colleghi non si troveranno esiste".