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Covid 19
2 Giugno 2022
09:44

A causa della pandemia di Covid aumenteranno gli infarti e le malattie cardiovascolari

Secondo uno studio pubblicato sullo European Heart Journal, bisogna attenderci un peggioramento delle malattie cardiache nei prossimi mesi e anni.
A cura di Davide Falcioni
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Oltre ai danni causati direttamente dalla malattia del Covid-19 ci sono le "conseguenze collaterali", ovvero gli effetti indiretti che la pandemia avrà sulla salute: tra questi, secondo uno studio pubblicato sullo European Heart Journal, bisogna attenderci un peggioramento delle malattie cardiache nei prossimi mesi e anni. La ricerca è stata condotta da un team internazionale di medici e data scientist coordinati dall’Università di Leeds, che ha fornito la prima valutazione globale del modo in cui i servizi cardiovascolari hanno affrontato la pandemia. Negli ultimi due anni e mezzo, da quando cioè i sistemi sanitari di tutto il mondo sono stati sottoposti a pressioni estreme, i pazienti che hanno vissuto un evento cardiaco acuto, come un infarto o una insufficienza cardiaca, non sempre hanno potuto ricevere le più adeguate cure e tanto meno essere ricoverate in ospedale.

Declino globale nei ricoveri ospedalieri di persone affette da malattie cardiovascolari

Lo studio descrive un "sostanziale declino globale" nei ricoveri ospedalieri di persone affette da malattie cardiovascolari. Di conseguenza, è aumentato il numero di persone morte in casa o in comunità per problemi cardiaci. Nei casi in cui le persone hanno ricevuto assistenza medica c’era, in media, oltre un’ora di ritardo nel raggiungere l’ospedale o avere contatti con i sanitari, e ciò in un quadro in cui le possibilità che i pazienti sopravvivano a un grave infarto dipendono molto strettamente dalla tempestività dell'intervento.

Aumenta il rischio di contrarre malattie croniche o complicazioni fatali

Nella revisione, i ricercatori hanno esaminato i dati di 189 documenti di ricerca separati analizzando l’impatto di Covid-19 sui servizi cardiovascolari di 48 paesi in sei continenti e coprendo un periodo di due anni da dicembre 2019. "Le malattie cardiache sono il killer numero uno nella maggior parte dei Paesi e l’analisi mostra che durante la pandemia le persone, in tutto il mondo, non hanno ricevuto le cure cardiache che avrebbero dovuto ricevere”, ha affermato Ramesh Nadarajah, ricercatore clinico della British Heart Foundation presso l’Università di Leeds e autore principale dell’articolo. “Ciò avrà delle conseguenze. Più a lungo le persone aspettano il trattamento per un infarto, maggiore sarà il danno al muscolo cardiaco, causando complicazioni che possono essere fatali o causare malattie croniche. I sistemi sanitari devono rafforzare i sistemi per aiutare a sostenere e curare le persone le cui condizioni cardiache saranno inevitabilmente peggiori a causa della pandemia. Il documento ne fornisce una prova”.

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