Geoffrey Hill
in foto: Geoffrey Hill

Se ne è andato ieri, all'età di 84 anni, uno dei più grandi poeti di lingua inglese, Geoffrey Hill. Ad annunciare oggi la sua morte su Twitter la moglie di Hill, la poetessa, librettista e sacerdotessa anglicana Alice Goodman: "Per favore pregate per il riposo dell'anima di mio marito, Geoffrey Hill, morto ieri sera, improvvisamente, senza dolore né paura" ha scritto sul social network.

Geoffrey Hill era nato a Bromsgrove, in Inghilterra, nel 1932. A sei anni si trasferì con la famiglia vicino Fairfield (Worchestershire), dove frequentò la scuola elementare locale. Raggiunta la maggiore età fu ammesso al Keble College di Oxford in qualità di lettore, qui qualche anno dopo riuscì a comporre e a pubblicare le sue prime poesie nel 1952, all'età di venti anni.

Dopo essersi laureato a Oxford, Hill intraprese la carriera accademica, che ha perseguito fino alla pensione. Ha prestato servizio presso l'università di Leeds, dove ha insegnato dal 1954 fino al 1980. In seguito si trasferì a Bristol, dove ha continuato la sua attività di docente. Successivamente divenne professore presso l'Emmanuel College di Cambridge, dove è rimasto fino al 1988. Successivamente si trasferì negli Stati Uniti, dove è stato professore di lettere e teologia alla alla Boston University. Nel 2006, ritornò a Cambridge.

E proprio dall'Emmanuel College di Cambridge, dove Hill ha vissuto per molti anni, la poetessa e drammaturga scozzese Carol Ann Duffy ha confermato la notizia e reso omaggio al grande poeta, affermando che "era, nella poesia, un santo e un guerriero".

Vincitore di importanti premi, tra cui il Faber Memorial e il Whitbread per la poesia, Hill è stato anche un saggista di fama, ottenendo il premio Truman Capote per la critica letteraria. Nel 1971 la raccolta poetica a sfondo autobiografico "Mercian Hymns" lo aveva rivelato come uno dei grandi poeti dal dopoguerra, nel 2003 la sua opera omnia è stata definita dal Times Literary Supplement "di primaria importanza". Negli ultimi anni, per i suoi meriti in campo letterario, Hill era stato nominato cavaliere della corona inglese. Era uno dei poeti più considerati dalla critica e dai suoi colleghi. La sua poesia era intrisa di un forte sentimento religioso, che con rigore e intransigenza estenderà anche ad altri campi, come quello linguistico e culturale. Forte difensore dell'identità inglese, in passato ha ricevuto spesso l'etichetta di nazionalista e di essere un poeta elitario, oscuro. A chi gli aveva lanciato l'accusa di essere troppo difficile da capire, nel 2002 aveva risposto in un'intervista: "A mio avviso, la poesia difficile è la più democratica, perché si sta facendo al lettore l'onore di supporre che egli è un essere umano intelligente."