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Vesuvio: si può costruire nella zona rossa, torna il pericolo abusivismo edilizio

Una nuova legge della Regione Campania attua il Piano Casa voluto dal Governo Berlusconi. Nuove costruzioni alle pendici del vulcano in spregio al pericolo eruttivo e sismico, già 550 mila abusivi vivono nei 18 comuni della zona rossa

Vesuvio: si può costruire nella zona rossa, torna il pericolo abusivismo edilizio.

L’abusivismo edilizio nella zona rossa del Vesuvio, che raggruppa 18 comuni alla pendici del vulcano, era stato arrestato grazie ad una legge del 2003 che vietava di edificare nuove costruzioni e poneva grossi limiti agli allargamenti di quelle esistenti. Una legge fortemente voluta per diminuire il volume abitativo della più congestionata provincia italiana, quella di Napoli, dove milioni di persone vivono alle pendici di una bomba attiva come il Vesuvio ed in un territorio a forte rischio sismico, nonché nei pressi degli addormentati Campi Flegrei che potrebbero distruggere tutta l’Europa.

Una nuova legge della Regione Campania mette in serio pericolo la norma del 2003 e potrà permettere nuove costruzioni nella zona rossa. Sotto esame è un emendamento alla legge del 2003 recentemente approvato, che permette la “ristrutturazione edilizia, anche mediante demolizioni e ricostruzioni in altro sito”. Ovvero, si potrà costruire nella zona rossa del Vesuvio demolendo abitazioni già esistenti. Bisogna dire che la maggior parte delle abitazioni a valle del vulcano sono abusive, nel miglior dei casi condonate.

La zona rossa è un territorio densamente popolato, per cui la Protezione Civile ha stilato un piano d’emergenza nazionale – mai testato – in previsione dell’evacuazione delle 550 mila persone che ci vivono. Per tenere sotto controllo la pericolosità del vulcano napoletano, esiste l’Osservatorio Vesuviano, ma Legambiente rende noto che sono oltre 50 mila abitazioni abusive che insistono nei 18 comuni alla periferia di Napoli. Comuni costruiti senza un piano regolatore, colate di cemento e strade non adatte alla viabilità ordinaria. Ipotizzare un piano di evacuazione in queste condizioni, secondo molti esperti, è impossibile.

Si tentò di svuotare i paesi della zona rossa elargendo un bonus di 30 mila euro alle famiglie che avessero venduto la propria casa per trasferirsi altrove. Fu un fallimento. Infine, anche Guido Bertolaso decise di dire la sua sulla questione e dopo aver definito “drammatica” la situazione della zona rossa, fu registrato in un convegno nel quale parlava dell’ipotesi dell’eruzione del Vesuvio: “Da buon leghista vi dico che l’unico rammarico è che tra Campi Flegrei e Vesuvio non è ancora successo nulla, non sarebbe una gran disgrazia”. E che il capo della Protezione Civile non avesse particolarmente a cuore la sorte delle popolazioni vesuviane si era capito dal fatto che per risolvere l’emergenza rifiuti, ha aperto una grande discarica a Terzigno ed aveva in previsione l’apertura di un secondo sito, che sarebbe dovuto diventare una delle più grandi cave d’Europa per lo smaltimento di R.S.U.

In attuazione del Piano Casa voluto dal Governo Berlusconi del 2010, in Regione Campania si arriva a promulgare la Legge regionale n.1 del 5 gennaio 2011, nella quale è contenuto l’emendamento alla direttiva del 2003. Ora sarà possibile ricostruire abitazioni per ristrutturazioni, anche in luoghi diversi da quelli in cui si trovano adesso, ma soltanto per il 50% della volumetria originaria dell’immobile. Con il favore degli abusivi.

Approfondimenti: abusivismo edilizio, guido bertolaso, regione campania, vesuvio

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