La diplomazia e l'intelligence Usa sono sotto attacco, come mai prima nella storia. La strategia aggressiva e spregiudicata portata avanti da Washington negli affari europei, così come in altri contesti internazionali, è stata messa alla berlina in poco meno di ventiquattr'ore dalla pubblicazione di conversazioni telefoniche private che hanno creato grande imbarazzo sia negli Usa che in Europa (con sentimenti opposti, evidentemente).

Meglio andare con ordine. Poco più di ventiquattr'ore fa è stata pubblicato un colloquio privato tra Victoria Nuland (vice segretario di Stato americano per le questioni Europee), e Geoffrey Pyatt (ambasciatore americano a Kiev), in cui la vice di John Kerry dice in relazione alle proteste in corso a Kiev ed al presunto atteggiamento ‘soft' dell'Ue: “L'Europa si fotta!”.

Uno stralcio di conversazione che ha messo davvero a dura prova i già tesissimi rapporti tra l'Unione Europea e gli Usa (si ricordi lo scandalo intercettazioni – NSA e la scoperta che l'agenzia di sicurezza americana aveva posto sotto controllo anche il cellulare della cancelliera tedesca Angela Merkel), che ha fatto convocare a Washington una conferenza stampa dell'ultimo minuto per “spiegare” il significato di quelle parole tutt'altro che lusinghiere verso l'Ue e cercare, per quanto possibile, di arginare i danni. Poche ore fa, invece, è stato pubblicata – sempre su YouTube e sempre da un altro utente “anonimo” –, la conversazione tra il numero due della diplomazia europea Helga Maria Schimd e il capo della delegazione Ue in Ucraina Jan Tombinski. Durante le telefonata la Schmid ha fatto intendere all'ex ambasciatore polacco che la situazione è ben più grave di quello che si creda e che, soprattutto, l'intera diplomazia europea sia stizzita dall'atteggiamento americano così aggressivo e poco rispettoso verso gli alleati.

La Schmid fa capire che la baronessa di Ashton, capo della diplomazia UE, è a lavoro per smarcarsi ulteriormente dalla posizione americana e che, per quanto – s'intende – la linea Usa sia, in linea di massima, condivisa poiché in contrapposizione alle mire russe e non è più tollerata l'arroganza e l'atteggiamento da conquistadores di Washington. Frasi come “a breve parlerò con chi sai tu” e ancora “no, non è possibile andare avanti così” suonano da campanello d'allarme per l'intera struttura diplomatica euro-americana che ogni giorno sembra vacillare sempre più. Non bisogna dimenticare che alla base di questo, ennesimo, scontro diplomatico tra Bruxelles e la Casa Bianca c'è la crisi ucraina, un paese che di fatto è tornato ad essere al centro di giochi da guerra fredda tra Russia, Europa e Stati Uniti d'America.

La crisi in corso riguarda, in via estremamente sintetica, i rapporti tra Kiev – considerata dai russi ancora come un'entità satellite – e l'Unione Europea. Una parte della popolazione vorrebbe spostarsi verso Bruxelles, per trarne benefici politici ed economici, mentre un'altra (si suppone entrambe vicino al cinquanta per cento dei sentimenti dell'intero paese) tornare verso Mosca. In questo quadro, è noto, si sono inseriti gli Stati Uniti che hanno tutto l'interesse nel destabilizzare la regione e soprattutto contrastare la rinascita della potenza russa che nel corso degli ultimi anni è tornata a ricoprire un ruolo di primo piano a livello interregionale (si pensi, ancora una volta, al veto russo per l'intervento ‘occidentale' in Siria o agli ultimi avvenimenti in Medi oriente). Un quadro tutt'altro che semplice e che ogni giorni, proprio grazie, alla diffusione delle conversazioni private dei diplomatici Usa e non solo, acquisisce nuovi dettagli per un contesto ancora impossibile da definire chiaramente.

In molti ipotizzano che le pubblicazioni delle varie intercettazioni siano state fatte dai servizi di spionaggio russi, il principale accusato sarebbe l'Fsb successore del più noto e temuto Kgb, proprio per dividere il fronte unito euro-atlantico e delegittimare ulteriormente la strategia Usa nello scacchiere europeo. Una delle ipotesi interpretative più interessanti potrebbe essere riassunta come la volontà, da parte di Mosca, di mettere sempre più in cattiva luce gli Usa e per sedersi, poi, al tavolo dei negoziati relativo al futuro dell'Ucraina e quindi dell'Europa centrale in via del tutta esclusiva con i rappresentanti di Bruxelles. È bene sottolineare che quest'ultima è solo un'ipotesi interpretativa e che in queste ore molte altre se ne stanno affacciando.

Nell'antico gioco tra spionaggio e controspionaggio in corso in Ucraina come Siria, comprendere quale sia la realtà dei fatti è compito tutt'altro che semplice. E la discesa in campo, non solo degli esperti di settore, ma anche direttamente dei servizi d'informazione direttamente interessati rappresenta un'ulteriore barriera alla comprensione, finanche minima, degli avvenimenti in corso.

Una cosa, però sembra certa: che il cacciatore si è trasformato in preda. E questa trasformazione sia stata resa possibile proprio grazie a quegli strumenti tecnologici vanto e motore della (ex?) supremazia Usa.

Di seguito la trascrizione della telefonata

Helga Maria Schimd (diplomatica tedesca, vice segretario generale del Servizio europeo per l'azione esterna – SEAE – servizio dell'Unione europea responsabile per gli affari esteri dell'UE)

Jan, sono Helga. Sì so cosa sta succedendo. Volevo solo dirti, in via del tutto confidenziale, che gli americani stano dicendo in giro che noi (europei) siamo troppo morbidi, mentre loro si stanno focalizzando su sanzioni più forti (contro l'Ucraina, ndt). Ho parlato con Cathy (Catherine Ashton, capo della diplomazia europea) e lei è d'accordo con noi. Dobbiamo fare qualcosa, ma dobbiamo prepararla nel modo giusto e nel modo più intelligente possibile. Ma devi sapere, e questa è una cosa che davvero mi fa arrabbiare, che gli americani vanno in giro e ci mettono alla berlina, mi hanno riferito alcuni giornalisti. Quindi se hai modo di parlare con l'ambasciatore americano, digli che noi non siamo troppo morbidi. Stiamo per pubblicare una dichiarazione, molto forte, riguardante Bulatov. Ma certo non lo stiamo andando a sbandierare ai quattro venti. Secondo me è molto meglio ed efficiente seguire la strategia di cui abbiamo già discusso in precedenza. Ma sarei molto infastidita se la stampa dicesse che l'UE non è schierata sul fronte della libertà.

Jan Tadeusz Tombiński (capo della delegazione diplomatica dell'Unione Europea in Ucraina)

Sì Helga, ma devi essere consapevole che non stiamo facendo una gara a chi è più forte. Utilizziamo (a differenza degli americani, ndr) strumenti diversi. È una cosa buona che…

H. M. Schimid: Sì Jan, ma capisci. Non voglio né che Cathy né che noi possiamo essere danneggiati o messi all'angolo. Ormai la questione ha acquisto un'altra importanza dal punto di vista politico. Cathy parlerà con Karry (John Karry, attuale Segretario di Stato Usa), te lo dico per conoscenza. Ma semplicemente così non va. Cathy sta andando a parlare anche con chi sai tu. Noi comunque non abbiamo alcuna intenzione di dare il via ad una competizione, ma è ingiusto quello che loro (gli Usa, ndr) stanno facendo.

J. T. Tombiński: Proprio pochi minuti fa ho ricevuto un messaggio relativo ad una proposta da parte dell'opposizione per il possibile futuro presidente. E a stretto giro scriverò sia a Cathy che a te…

H. M. Schimid: Ok perfetto, grazie mille

J. T. Tombiński: Grazie a te, ciao

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