Il mistero che, per secoli, ha avvolto l'affascinante Gioconda, sembra essere finalmente risolto, sebbene gli studiosi non si siano espressi unanimemente circa la sua identità. Le ipotesi sono diverse ma, tra tutte, quella più accreditata indica nella Gioconda la nobildonna Lisa Gherardini, andata sposa a Francesco Del Giocondo, il quale apparteneva ad una delle famiglie più ricche di Firenze, perché dedite al commercio della seta tra Italia e Francia e, tra l'altro, in stretti rapporti con il padre di Leonardo, il notaio ser Piero da Vinci. A confermare questa ipotesi ci sarebbero molti indizi, primo tra tutti la testimonianza di Giorgio Vasari, il quale nel suo trattato Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri, pubblicato nel 1550, aveva scritto

Prese Leonardo a fare per Francesco del Giocondo ritratto di Monna Lisa e penatovi per quattro anni lo lasciò incompleto.

Ad aggiungersi a quest'importantissima testimonianza, che dovrebbe mettere a tacere le ipotesi più assurde, anche un incunabolo, rinvenuto a Heidelberg un paio di anni fa e firmato Agostino Vespucci, il quale collaborava alla segreteria di Machiavelli. Questi annotò a margine che Leonardo, bravo come Apelle, si impegnò a ritrarre il volto di Lisa del Giocondo.

La Gioconda di Leonardo da Vinci non è, dunque, Isabella d'Este, che pare abbia richiesto un ritratto allo scienziato; neppure l'amante di Giuliano de’ Medici, una certa Gualanda; e neanche la madre di Leonardo o Leonardo stesso, il quale si sarebbe autoritratto nel volto di una donna, per dichiarare ai posteri la sua omosessualità. Ipotesi su ipotesi, che lasciano il tempo che trovano rispetto all'oggettività storica di testimonianze inoppugnabili.

il ritratto di Leonardo da Vinci

Il ritratto più famoso di Leonardo da Vinci: La Gioconda

Ritornando alla nostra Lisa Gherardini, sappiamo che nel 1538 il marito Francesco morì di peste e, dopo quattro anni, anche lei si ammalò. Fu condotta al convento di Sant'Orsola dalla figlia Ludovica e quivi morì il 15 luglio 1542 all'età di 63 anni, dove fu anche tumulata. E non è un caso se parte da Firenze la ricerca della Gioconda, mirata ad individuare il suo sepolcro. Ad annunciarlo il Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali.

La ricerca partirà proprio dall'ex convento di Sant'Orsola in base anche ad un importante attestazione rinvenuta nel registro dei decessi della Basilica di San Lorenzo: "Donna fu di Francesco del Giocondo morì addì 15 di luglio 1542 sotterrossi in Sant'Orsola tolse tutto il capitolo". Questa volta, però, non è l'antagonista dell'eroe avventuroso a rendere rocambolesca la ricerca, come accade nei visti e rivisti film del genere, quanto l'ipotesi che lo stesso corpo della Gioconda possa essere finito chissà dove a seguito dei lavori di ristrutturazione iniziati negli anni '80.

Altro che Dan Brown: questa avventura potrebbe portare dritta dritta ad una discarica!!!