La sua colpa? Essere il "primo della classe": per questo a lungo i compagni di scuola gli hanno dato tormento offendendolo, umiliandolo e anche picchiandolo fino a costringerlo a ritirarsi dalla scuola. "Lo facevamo per gioco", hanno detto alla polizia sette ragazzi di 16 anni, credendo evidentemente che quelle violenze fossero in fondo un divertimento come un altro.

La vicenda è stata raccontata dal Resto del Carlino ed è avvenuta in provincia di Rimini. La vittima del bullismo era arrivato insieme ai genitori da una città del nord Italia e non aveva impiegato molto a dimostrare di essere un ottimo studente, scatenando l'invidia di quanti invece non riuscivano a raggiungere i suoi stessi livelli. Giorno dopo giorno alcuni dei compagni di scuola hanno iniziato con gli sfottò, poi gli insulti veri e proprio, in un tormentone che si consuma non solo in aula e nei corridoi della scuola, ma anche sui social network, dove pian piano decine di persone partecipano con offese gratuite e umiliazioni.

Dal canto suo lo studente di 16 anni ha a lungo cercato di resistere fin quando il comportamento dei suoi compagni non è sfociato in violenza. Un gruppetto, infatti, lo attende in palestra e lo picchia: è solo a quel punto che la vittima delle angherie decide di raccontare tutto ai suoi genitori, che non esitano a sporgere denuncia contro i persecutori, sei bulletti minorenni e uno appena maggiorenne. Sarà la magistratura a occuparsi di loro, mentre la vittima nel frattempo è stata costretta a cambiare scuola.