in foto: Randi Zurenko (Twitter).

Madre di cinque figli, devota cattolica e insegnante di tutto rispetto a cui i suoi colleghi guardavano come modello a cui ispirarsi. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che dietro l'apparenza angelica di Randi Zurenko, 34 anni, si nascondesse in realtà una donna completamente diversa, che dovrà trascorrere molti anni della sua vita in prigione. È infatti accusata di oltre duecento reati, tra cui abusi sessuali e corruzione su minori, possesso di materiale pedopornografico e diffusione di materiale osceno a minori. Lei stessa ha confessato alle autorità di aver abusato sessualmente per centinaia di volte, tra il 2013 e il 2016, di due studentesse di 16 e 17 anni.

È una storia che lascia tutti senza parole, questa che arriva da Harrisburg, in Pennsylvania. Qui crescono i cinque figli di Randi, di età compresa tra i 3 e gli 11 anni, ed è qui che la donna svolgeva la sua professione di insegnante presso la Bishop McDevitt High School. "Quelle ragazze le amavo davvero, non erano solo storie di sesso. Non le ho mai costrette, non ho approfittato di loro", ha cercato di difendersi la donna, ma nessuno le ha creduto. Stando a quanto ricostruito dal giudice che ha deciso sulla sua condanna e che l'ha definita una personalità alla "Dottor Jekyll e Mr. Hyde", la 34enne avrebbe prima circuito le due alunne e poi le avrebbe costrette a instaurare con lei un rapporto perverso in cui sfogare tutti i suoi sogni, anche erotici, proibiti. Inviava loro fotografie in atteggiamenti intimi, le costringeva a ubriacarsi e ad avere incontri sessuali con lei ovunque, persino nella casa in cui abitava insieme alla sua famiglia.

Randi ha continuato con la sua doppia vita fino all'arresto. Poi, alla fine della scorsa settimana, la sentenza definitiva: è stata condannata a 23 mesi di prigione a cui seguiranno 4 anni di libertà vigilata, con 500 ore da impiegare in servizi sociali, e 25 anni d'iscrizione nel registro dei predatori sessuali. "Mi sentivo confusa, abbandonata, intrappolata. Hai preso tutto quello che era mio, compresa la mia innocenza. Hai usato il mio amore", ha detto una delle vittime lasciando la sua testimonianza in aula.