Bartolomeo Gagliano, detenuto del carcere di Genova evaso ieri mentre era in permesso premio, gira ancora a piede libero. E' armato e, secondo quanto diramato dalla polizia, sarebbe alla guida di una Fiat Panda Van verde, con paraurti e specchietti neri, e targata CV848AW. Le ricerche dell' uomo – in passsato condannato per aver commesso tre omicidi – sono andate avanti pe tutta la notte. Gagliano è fuggito ieri mattina, dopo essere andato a trovare l'anziana madre a Savona approfittando di un permesso premio. Ha prima rapito un commerciante savonese, costringendolo a portarlo fino a Genova. Poi lo ha costretto, armi in pugno, a cedergli la macchina. Infine è fuggito. Le forze dell'ordine hanno organizzato posti di blocco in tutto il paese ed avvisato che si tratta di un uomo altamente pericoloso, perché armato di pistola. Salavatore Mazzeo, direttore del carcere di Marassi, si è detto convinto che presto si costituirà: "Ne sono convinto perché lui adesso sta pensando che non può andare da nessuna parte. È un uomo solo. Andrà da sua madre oppure dal fratello e si costituirà. Questo uomo è cambiato – ha aggiunto – Non posso valutare Gagliano per fatti di tanti anni fa ma per come è adesso. Oggi il carcere non è più quello di una volta, è il carcere della speranza, della rieducazione".

In realtà l'episodio ha allarmato non poco anche il Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri: "Si tratta di un episodio gravissimo che richiede un accertamento molto rigoroso. Faremo chiarezza ed individueremo eventuali responsabilità. È inutile negare che questo rischia di essere un duro colpo a quanto stiamo facendo per rendere il carcere un luogo più civile e in grado di assolvere alla propria funzione rieducativa". Sulla vicenda è intervenuto anche il Sappe – sindacato autonomo polizia penitenziaria: "Il mancato rientro nel carcere di Genova Marassi del detenuto Bartolomeo Gagliano rientra purtroppo tra gli eventi critici che possono accadere. Ora è assolutamente prioritario catturare l’evaso ma questo episodio, seppur grave, non può inficiare l’istituto della concessione di permessi ai detenuti, anche perché gli episodi di evasione sono minimi, ma è evidente che c’è sempre qualcuno che se ne approfitta". Roberto Martinelli, segretario del Sappe, chiede di "valutare l’opportunità che ai detenuti in permesso venga applicato il braccialetto elettronico di controllo, costato peraltro decine di milioni di euro pubblici e poco utilizzato. Ciò permetterebbe di tenerlo sotto il controllo di una Centrale Operativa interforze, pronta ad intervenire in caso di anomalie". "Nel 2012 sono state complessivamente 13 le evasioni commesse da soggetti ammessi al lavoro all’esterno, 14 quelle poste in essere da Istituti di pena, 55 dopo aver fruito di permessi premio e 27 dalla semilibertà, mentre nei primi sei mesi del 2013 si sono contate 6 evasioni da strutture di pena, 20 da permesso premio 1 da lavoro all’esterno e 7 dalla semilibertà" ha detto il segretario del Sappe.