in foto: "Paesaggio con fiume" di Leonardo Da Vinci

Una scoperta che si annuncia epocale. Secondo lo storico dell'arte Luca Tomio, infatti, uno dei disegni più famosi di Leonardo Da Vinci, “Paesaggio con fiume”, conservato gelosamente nella  galleria degli Uffizi di Firenze non raffigurerebbe le terre del Valdarno, come finora immaginato, ma bensì la Cascata delle Marmore e il paese di Papigno in Umbria.

Lo studio, portato avanti insieme all'accademia del disegno di Firenze, sarà illustrato il 12 dicembre da Vittorio Sgarbi insieme al sindaco di Amelia Laura Pernazza nel Teatro Sociale della cittadina umbra. Il ‘Paesaggio con fiume’, disegnato dal maestro toscano nel 1473, sarebbe in realtà un ‘paesaggio con cascata’ e ad essere ritratta è la Cascata delle Marmore di Terni, in Umbria.

Per lo studioso dell'arte Luca Tomio, infatti, che ha ricostruito la vicenda in oltre un anno di lavoro, il castello ritratto nella parte sinistra è quello di Papigno disegnato in maniera identica all’originale del tempo, dettaglio che avrebbe convinto lo stesso Sgarbi a difendere il valore di questa testi, oltre ad altri indizi come l’amicizia di Leonardo con Piermatteo d’Amelia e le sue vacanze di lavoro in Umbria.

L'opera, proveniente con ogni probabilità dal più antico fondo collezionistico mediceo, rappresenta un paesaggio fluviale, punteggiato da castelli e altri segni della presenza umana, con alberi, cespugli e in lontananza campi coltivati, molto somigliante al paesaggio, appunto, del Valdarno. Un disegno così celebrato da essere comunemente ricordato con il suo numero di inventario (8P recto), può essere considerato tra i primi paesaggi autonomi nel disegno occidentale e costituisce la più precoce testimonianza grafica di Leonardo.

Il caso de La gioconda

Non è la prima volta (e non sarà certamente l'ultima) che un'opera di Leonardo da Vinci provoca dibattiti, anche accesi, tra gli esperti di tutto il mondo. Il caso più emblematico, naturalmente, è quello de La Gioconda. Il quadro più famoso di Leonardo da Vinci, infatti, è da sempre oggetto di nuove rivelazioni e continua a calamitare l’attenzione, spesso morbosa, di studiosi veri o presunti. Nel 2015, lo studioso francese Pascal Cotte aveva annunciato di aver scoperto l’esistenza di un altro dipinto celato dalle pennellate che ritraggono la Monna Lisa, affermando inoltre che l’identificazione della Gioconda con Lisa Gherardini era sbagliata e che il nome dell’opera prima citato avrebbe dovuto essere addirittura cambiato.