Va avanti la battaglia del centrodestra in Lombardia per dire addio alla vecchia legge Merlin sulla prostituzione e per la riapertura delle "case chiuse". La commissione Affari costituzionali del consiglio regionale lombardo, infatti, mercoledì ha approvato il provvedimento per indire un referendum per l'abrogazione parziale della legge Merlin che nel 1958 decretò la chiusura delle case di tolleranza in Italia. La proposta avanzata da Lega Nord e centrodestra, a parte il Ncd, è passata solo a maggioranza e grazie ai voti determinanti del M5S che si è schierato a favore. Contro hanno votato invece il Partito Democratico e appunto il Nuovo centrodestra. Il provvedimento contiene la proposta di un referendum per abrogare alcuni punti della legge Merlin e per consentire la regolamentazione della prostituzione nelle abitazioni private. La proposta ora deve essere definitivamente approvata dal consiglio regionale della Lombardia dove dovrebbe arrivare nella prima metà di aprile.

La raccolta firme – Perché il referendum possa essere effettuato sono comunque necessarie le approvazioni di 5 Consigli Regionali, e proprio su questo stanno puntano il centrodestra e la Lega per la loro battaglia. "Non si tratta di legalizzare la prostituzione ma di regolamentare quello che avviene nella realtà, togliendo il fenomeno dalle strade e sottraendolo alla malavita" ha spiegato il capogruppo del Caroccio, Massimiliano Romeo, soddisfatto per il primo passo raggiunto. Come ha annunciato il segretario federale leghista, Matteo Salvini, il Carroccio comunque seguirà anche l'altra strada delle firme tra i cittadini e dal 29 marzo la Lega inizierà la raccolta delle firme per riaprire le case chiuse.