Il consiglio di amministrazione di Supermarket italiani, la holding proprietaria del marchio di supermercati Esselunga fondato da Bernardo Caprotti, avrebbe dato mandato a Citigroup di selezionare e valutare le manifestazioni d'interesse – ovvero offerte economiche non vincolanti – per l'acquisto del gruppo Esselunga. Secondo le prime indiscrezioni, ancora non confermate ufficialmente dai diretti interessati, Caprotti avrebbe deciso di vendere Esselunga per evitare che i figli Giuseppe, Violetta e Marina debbano litigare, alla sua morte, per aggiudicarsi il controllo dell'azienda di famiglia, rischiando in questo modo di compromettere l'operatività del gruppo. I rapporti tra Caprotti e i figli, non è una novità, sono da tempo compromessi, tanto che più volte la famiglia ha dovuto ricorrere al tribunale per risolvere dissidi interni. Esselunga, fa sapere una fonte anonima vicina all'azienda, "è lusingata di essere oggetto dell'interesse dei private equity", ma specifica che Citigroup avrà solo il compito di "vagliare e valutare le offerte ricevute".

Ci sarebbero infatti già diversi fondi interessati a rilevare gli storici supermercati italiani, tra cui il fondo Blackstone, che già a fine agosto avrebbe fatto pervenire al patron dell'azienda un'offerta per il 60% delle quote di Esselunga, con un'opzione sul restante 40% nel caso in cui Caprotti dovesse decidere di cedere tutto il gruppo in blocco. Altra offerta, invece, sarebbe pervenuta dai fondi Cvc, ma non sarebbero noti i contorni della manifestazione d'interesse degli inglesi. Fonti finanziarie riferiscono inoltre un interesse del colosso Usa Walmart e dei francesi di Carrefour, aziende che già in passato presentarono offerte d'acquisto a Caprotti, senza però riuscire nell'impresa. Per quanto riguarda il prezzo, la valutazione preliminare avrebbe stimato il valore dell'azienda tra i 4 e i 6 miliardi di euro, ma per conoscere la reale quotazione sarà necessario attendere per capire quale parte dell'azienda e quali immobili di proprietà verranno ceduti al compratore interessato,

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, a commento dei rumour che stanno circolando in queste ore e che vedrebbero il concreto rischio di vendita dell'azienda italiana a gruppi stranieri, ha dichiarato: "Da italiano naturalmente mi piacerebbe che Esselunga rimanesse in mano a un imprenditore italiano, ma credo che il primo obiettivo sia salvaguardare questa impresa. Ritengo anche che l'importante è avere un imprenditore che ha intenzione di fare bene l'imprenditore, come ha fatto Caprotti finora, con questo bellissimo gruppo. Se rimane in mano a imprenditori italiani ben venga, se così non dovesse essere io credo che l'Italia abbia comunque interesse a portare sul suo territorio investitori internazionali, se vogliamo crescere in un mercato che è aperto e competitivo", ha concluso il ministro.