in foto: Wolfgang Amadeus Mozart

Ascoltare Mozart rende più intelligenti: da quando, negli anni Novanta, due fisici tentarono di dimostrare questa curiosa teoria, la questione è ancora dibattuta. Il compositore austriaco morì a soli 35 anni, ma nonostante la sua breve vita ci ha lasciato circa 600 opere. Avete mai provato ad ascoltarle tutte? Lungi dal far diventare più ricettivi, molto probabilmente l'ascolto continuato di migliaia di ore di musica classica potrebbe far impazzire: un'idea bizzarra, certo, ma c'è chi l'ha sperimentata.

Il giornalista inglese Alex Marshall ha raccolto tutta la produzione mozartiana, ben 200 CD, è ha iniziato il suo lungo esperimento: mentre prepara la colazione, mentre si lava i denti, alla fermata del bus e a lavoro Marshall ha indossato le sue cuffie e ascoltato l'intera opera di Mozart. Per completare questo esperimento con successo gli ci sono voluti ben due mesi: la BBC ha raccolto la sua esperienza in un video, accompagnandolo per tutta la durata dell'esperimento che, in effetti, ha dato i suoi frutti. Che Marshall sia effettivamente impazzito?

L'effetto Mozart

Si inizia a parlare del famoso “effetto Mozart” negli anni Novanta: lo scienziato Gordon Shaw ipotizzò che l'ascolto di una sonata mozartiana avrebbe causato l'aumento, temporaneo, delle capacità cognitive dei soggetti sottoposti all'esperimento.

Ben trentasei studenti presero parte alla sua indagine: divisi in tre gruppi, ognuno dei quali sottoposti all'ascolto di diversi generi di musica, una volta terminata la musica i soggetti vennero sottoposti sd un test d'intelligenza sul ragionamento spaziale. I risultati furono sorprendenti: il gruppo che aveva ascoltato Mozart prima del test ottenne un punteggio di dieci punti superiore agli altri.

Ovviamente le critiche furono molte, dato che questo tipo di esperienza non persiste nel tempo: l'effetto Mozart dura soltanto, se esiste, per quindici minuti dopo l'ascolto. Ancora oggi si parla di questo particolare fenomeno, e molti scienziati ritengono si possano trarre interessanti osservazioni da questo esperimento. Ma fino ad ora, mai nessuno aveva ipotizzato che, anziché incidere sull'intelligenza, accrescendola, Mozart possa far impazzire.

Altro che pazzia

Il giornalista Alex Marshall, dopo aver portato a termine l'ascolto delle migliaia di ore di musica, ha tirato le somme di quest'esperienza che lui stesso ha definito fuori dal comune: ovviamente nessun segno di follia è comparso in lui, ma l'uomo ha descritto il tempo passato ad ascoltare Mozart come il più terribile e insieme più bello della sua vita.

Nella sua musica, anche in quella meno conosciuta dal grande pubblico, sembra essere racchiusa l'intera gamma delle emozioni e delle esperienze umane: immergersi dentro di essa vuol dire fare i conti con una dimensione altra, che abbiamo dimenticato. La musica di Mozart lo ha reso pazzo? Non si direbbe. Ma ha ricordato a Marshall il grande genio di un'uomo che ha scritto musica per le persone (musica che anche dopo 200 CD è sempre molto rilassante, afferma il giornalista), e alla quale le persone dovrebbero tornare a rivolgersi.