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Perché in Inghilterra sculacciare i figli può diventare reato: i pediatri spiegano gli effetti negativi

Dalle testimonianze social agli appelli dei pediatri, nel Regno Unito sono sempre di più le voci che vorrebbero la messa fuori legge delle punizioni corporali. Ma c’è anche chi difende lo ‘schiaffo educativo’: “Non criminalizziamo i genitori”.
A cura di Niccolò De Rosa
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Nonna sculaccia il nipote. La figlia le vieta di fare da babysitter.

Una madre inglese ha recentemente raccontato sui social una vicenda comune a molti genitori che hanno a che fare con nonni che si prendono troppe libertà e che non condividono il medesimo metro educativo.

"Qualche mese fa mia madre ha raccontato una storia su come aveva dato una sculacciata a mio nipote ed è emerso dall'asilo che mia madre aveva istruito mio nipote a non dire niente a nessuno riguardo alla sculacciata" ha scritto la donna, la cui storia è stata recentemente ripresa anche dal Mirror.

Così, preoccupata che lo stesso trattamento potesse essere riservato anche a suo figlio, la mamma ha preso una decisione sofferta ma irrevocabile: non avrebbe più permesso ai nonni di fare da babysitter al piccolo.

"Crescendo mi picchiavano spesso, quindi era già una punizione per la quale avevo tolleranza zero" ha sottolineato la donna.

Sculacciare deve diventare un reato?

Quello inerente alle punizioni corporali è un dibattito particolarmente attuale nel Regno Unito. Il 17 aprile 2024 i medici del Royal College of Pediatrics and Child Health (RCPCH) hanno lanciato un appello per chiedere ai governi inglesi e dell'Irlanda del Nord di seguire l'esempio del Galles e della Scozia per abolire le cosiddette "punizioni ragionevoli" che comprendono schiaffi e sculaccioni ‘educativi'.

Esperti, medici e pedagogisti sono infatti concordi da tempo nell'affermar come la violenza fisica non solo non abbia alcun valore educativo – punisce, non insegna – ma addirittura possa risultare dannosa per lo sviluppo psico-sociale dei bambini.

punizione corporale

"Gli impatti negativi sulla salute delle punizioni fisiche durante l’infanzia sono ben documentati" affermano i pediatri. "I bambini che subiscono punizioni fisiche hanno quasi tre volte più probabilità di sviluppare una salute mentale peggiore e hanno più del doppio di possibilità di subire gravi aggressioni fisiche e abusi".

Non solo. La punizione fisica aumenterebbe anche la probabilità di sviluppare problemi comportamentali durante l’infanzia, avere rapporti conflittuali con la famiglia e maturare casi di aggressività più avanti nella vita.

Uno studio pubblicato nel 2009 sul Journal of Agression, Maltreatment and Trauma mostrava ad esempio come i bambini che ricevevano sberle e sculacciate durante l'infanzia fossero statisticamente molto più esposti al rischio di uno sviluppo limitato delle capacità cognitive.

Il motivo? Se un bambino trasgredisce una regola e viene punito con uno schiaffo, è meno probabile che il piccolo venga stimolato a impegnarsi in metodi cognitivi di controllo del comportamento per comprendere e correggere i propri errori.

Per questo in molti Paesi europei come Francia, Germania, Austria o tutti i Paesi del Nord Europa, le punizioni corporali sono punite dalla legge. Perfino l'Ungheria del ‘ferreo' Orbán considera illegali le sculacciate.

In altre nazioni, come in Inghilterra o la stessa Italia, la questione è invece ancora aperta e non mancano le voci a favore del mantenimento dello status quo.

Il dibattito inglese

La Be Reasonable Campaign è ad esempio un'associazione a sostegno della libertà d'azione per i genitori che da tempo si batte per l'intoccabilità dello ‘schiaffo educativo'.

Simon Calvert, Vice Direttore per gli Affari Pubblici della The Christian Institute e tra i sostenitori di spicco della campagna, ha infatti bollato come pura propaganda il documento della RCPCH, parlando alla radio della BBC di motivazioni dettate "dall'ideologia e non dall'evidenza clinica" per criminalizzare i genitori.

Per Bess Herbert, avvocatessa e promotrice dell'iniziativa End Corporal Punishment, l'adeguamento legislativo rappresenta invece una necessità non più procastrinabile.

"L’esperienza dimostra che le leggi che vietano le punizioni corporali sono più efficaci quando sono ben comunicate e implementate" ha affermato Herbert, auspicando l'istituzione di nuovi programmi di sensibilizzazione che aiutino i cittadini a comprendere nuova legge e promuovano metodi sani ed efficaci per allevare i figli.

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