Lo sfogo di una madre “pentita” sulla genitorialità gentile: “I miei figli sono insicuri e privi di regole”

"Posso individuare i bambini cresciuti con la ‘genitorialità gentile', perché ne ho cresciuti due". Si presenta così il post di Jaclyn Williams, una madre americana che ha voluto condividere su Instagram la sua travagliata esperienza con il gentle parenting, quell'approccio educativo che si concentra molto sul dialogo e le emozioni dei bambini, rifuggendo punizioni e imposizioni eccessivamente autoritarie. Secondo Williams, infatti, questo metodo caldeggiato da molti pedagogisti ed educatori necessita di molta attenzione, poiché la mancanza di equilibrio può comportare a conseguenze rischiose e inaspettate.
L'illusione di fare tutto bene
Per anni Williams si era sentita una convinta sostenitrice della genitorialità gentile"(gentle parenting). Nel suo sfogo, la madre ha raccontato di aver validato ogni emozione, spiegato ogni limite con calma e ragionato a lungo su ogni tipo di conflitto che potesse scuotere le convinzioni dei suoi piccoli. "Pensavo di farlo nel modo giusto", ha spiegato. Ad anni di distanza, però, Williams si chiede se la sua sia stata una scelta corretta.
Durante la crescita, un dei due figli ha iniziato a mostrare una forte ansia – anche davanti a scelte banali, come quale merenda scegliere – insieme a un nutrito numero di insicurezze e la tendenza a negoziare su qualsiasi cosa. L'altro, invece, si è rifugiato in un comportamento opposto: estremamente compiacente, silenzioso, quasi invisibile. Una discrepanza che l’ha colpita profondamente. "Ho pianto molto", ha confessato, ripensando allo sforzo investito nel suo modello educativo.
Dal parenting gentile alla permissività
Il momento di svolta è arrivato quando Williams ha riconosciuto che il problema non era la filosofia in sé, ma la sua interpretazione. Con il tempo, senza accorgersene, aveva lasciato scivolare il suo stile verso una forma permissiva, fatta di poche regole, limiti troopo flessibili e discussioni infinite che finivano per generare incertezza, invece che sicurezza.
Nei commenti al suo video molti genitori hanno condiviso lo stesso dubbio: la “gentilezza” aveva trasformato le loro case in un terreno senza confini? Una frase tra le più citate riassume il pensiero di molti: "La genitorialità gentile non è far fare ai fgili tutto ciò che vogliono. I genitori gentili mantengono comunque confini saldi".
La svolta: calore e struttura insieme
Consapevole dell’errore, Williams ha iniziato ad adottare un approccio autorevole, quello che la ricerca indica come più equilibrato. Ora sta provando ad affiancare l'affetto calore a limiti più rigidi, regole coerenti e conseguenze chiare quando queste ultime vengono trasgrediti. Non si tratta di tornare a metodi punitivi, ha sottolineato Williams, ma di ritrovare quella struttura che permette ai bambini di sentirsi contenuti. I risultati, ha raccontato, sono arrivati rapidamente: meno ansia nelle scelte, maggiore sicurezza nell’affrontare il nuovo, meno discussioni e una migliore capacità di riconoscere e gestire le emozioni. Un cambiamento che, nel suo racconto, ha restituito equilibrio a tutta la famiglia.