“Abbiate il coraggio di essere gentili”: i consigli di un padre e di un figlio per crescere uomini migliori

La reputazione dei ragazzi adolescenti come impulsivi, distratti e amanti del rischio non è certo una novità. Ma dietro questa etichetta si nasconde spesso un bisogno profondo di orientamento, di esempi positivi e di adulti disposti a mostrare la strada. È da questa consapevolezza che Andy e Oliver Cope, una coppia padre-figlio, hanno deciso di scrivere un libro pensato come una vera e propria guida di sopravvivenza per adolescenti. L'obiettivo è ambizioso: aiutare i ragazzi a crescere con fiducia, imparare a costruire relazioni sane, trovare il proprio posto nel mondo e, soprattutto, definire da sé che tipo di uomini vogliono diventare.
Andy Cope è uno scrittore per l'infanzia e psicologo che per per anni ha studiato l'impatto del benessere mentale sulla qualità della vita, lavoro che gli ha permesso di fregiarsi del titolo di primo "dottore della felicità" del Regno Unito. Suo figlio Oliver, ventiseienne, sta invece completando una tesi universitaria sul legame tra social media e capacità di attenzione. Insieme, hanno unito scienza ed esperienza personale per scrivere a quattro mani un libro – "Ladult" – che punta a fornire ai giovani strumenti concreti per diventare adulti equilibrati in un’epoca che spesso confonde valori e apparenze.
Ripensare cosa significa essere "cool"
In un mondo che celebra l’immagine, la popolarità e l’apparenza, i Cope propongono un ribaltamento di prospettiva. Secondo i due, essere "fichi (o "cool" per utilizzare un termine anglosassone) non significa uniformarsi ai modelli dominanti, ma avere il coraggio di restare fedeli ai propri principi anche quando gli altri non lo fanno. "Essere fichi significa sapere dire no quando qualcosa non ti sembra giusto", scrivono. Una definizione che restituisce ai ragazzi la possibilità di scegliere, di formarsi un’identità autentica, non dettata dai like o dai trend del momento.

I consigli per diventare adulti migliori
All'interno del libro, i Cope hanno indicato alcuni suggerimenti per diventare "bravi uomini" che il quotidiano britannico The Independent ha riassunto in sette mosse capaci di forgiare il carattere, coltivare le relazioni e salvaguardare il benessere psicofisico, tutti aspetti fondamentale per diventare adulti risolti
- Coltivare amicizie vere e "faccia a faccia": l'adolescenza è il tempo in cui si sperimentano le prime relazioni significative, si costruiscono le competenze sociali e si impara a gestire i conflitti. Oggi, però, gran parte della socialità dei ragazzi si svolge online, tra videogiochi e chat, dove non è possibile guardare un amico negli occhi, coglierne le espressioni, capire quando è il momento di scherzare o di ascoltare. Per i Cope queste sono capacità che si sviluppano solo con la presenza reale e per questo suggeriscono di incoraggiare i ragazzi a frequentare attività di gruppo, sport, associazioni, qualsiasi contesto che li spinga fuori dallo schermo e dentro la realtà.
- La famiglia come palestra di dialogo: il tempo passato insieme, soprattutto in famiglia, ha un valore inestimabile. Eppure, in molte case, gli schermi hanno preso il posto della conversazione. Ci sono però dei momenti della giornata – i pasti in primis – dove i dispositivi dovrebbero essere messi da parte per favorire il dialogo e la condivisione tra genitori, figli, fratelli e sorelle.
- Il peso (e l'inganno) dei paragoni con il prossimo: confrontarsi con gli altri è naturale per un bambino o un ragazzo, ma i social network hanno amplificato questo meccanismo fino a renderlo tossico. "Oggi non ci si paragona più al compagno di banco, ma a chi fa della propria immagine un lavoro", ha osservato Oliver. Molti giovani finiscono infatti per misurarsi con modelli irrealistici di influencer che mostrano solo una versione filtrata delle loro vite. "È una competizione truccata, che porta a inseguire obiettivi falsi". Per i Cope, è dunque fondamentale insegnare ai giovani a impostare i propri standard sulla base delle passioni e dei valori personali, non su modelli irraggiungibili. Il successo, spiegano, non è possedere una macchina di lusso o un fisico scolpito, ma scoprire ciò che davvero dà senso e motivazione alla propria vita.
- Dormire per crescere meglio: sottovalutato e spesso sacrificato, il sonno è uno dei pilastri del benessere adolescenziale. Tanti bambini e ragazzi dormono troppo poco, nonostante il cervello in crescita ne abbia un bisogno vitale. Il principale nemico del riposo è ovviamente lo schermo dello smartphone o del tablet, poiché la luce blu degli schermi altera i ritmi circadiani e l’infinita disponibilità di contenuti tiene il cervello in stato di allerta.
- Valorizzare l'impegno, non solo il talento: in una società che celebra il successo immediato, i Cope invitano genitori e insegnanti a spostare l’attenzione dal talento all’impegno. "I bambini lodati per la loro bravura si arrendono più facilmente alle difficoltà", spiegano. Quelli che vengono apprezzati per lo sforzo, invece, sviluppano autonomia e resilienza. Per questo, quando un ragazzo ottiene un buon voto, vince una gara o adotta un comportamento positive è meglio sottolineare il percorso compiuto ("Sei proprio migliorato" o "Ti sei proprio impegnato") piuttosto che elogiarne le innate qualità. La differenza è sottile ma profonda: nel primo caso, si alimenta la fiducia nel processo; nel secondo, la paura di fallire.
- Imparare a cadere: il fallimento è inevitabile, ma fa parte della crescita diventare un maestro prezioso. Accettare la possibilità di sbagliare aiuta i ragazzi a non temere il giudizio e a considerare gli insuccessi come parte del percorso. Prepararli alla frustrazione, anziché proteggerli da essa, li rende più forti e adatti ad affrontare le sfide del mondo adulto.
- Sognare in proprio: nel mondo dei social, persino i sogni rischiano di essere programmati da un algoritmo. "Le piattaforme imparano a mostrarci ciò che vogliamo prima ancora che ce ne rendiamo conto". Immaginare il proprio futuro, fantasticare su ciò che si vuole diventare, non è una perdita di temp, ma un modo per conoscersi e capire cosa si desidera davvero. Per questo, i Cope invitano i ragazzi a ritagliarsi anche momenti di noia e di silenzio, spazi in cui la mente possa vagare libera e trovare ispirazione.
Verso un nuovo modello di mascolinità
Dietro l'idea dei Cope non c'è solo il desiderio di fornire un manuale di consigli pratici, ma soprattutto l'invito a riscrivere l'idea di mascolinità, a liberarsi da modelli obsoleti e dannosi, per costruirne di nuovi, basati sull’empatia, sul rispetto e sulla gentilezza. Diventare uomini, spiegano Andy e Oliver, non è una questione di forza o successo, ma di consapevolezza. È imparare a fallire e rialzarsi, a scegliere la bontà in un mondo che esalta la durezza, a saper dire "no" quando serve. Come conclude Oliver: "Essere felici non è un punto di arrivo, ma un lavoro che si compie giorno per giorno. E il lieto fine, come in ogni storia, comincia con l'impegno che mettiamo oggi".