C’è una svolta, forse tragica, nella lunga vicenda umana e giudiziaria di Vincent Lambert, l’uomo tetraplegico in stato vegetativo da 10 anni e diventato il simbolo del dibattito sul fine vita in Francia. Il medico del 42enne, rimasto vittima nel settembre 2008 di un incidente stradale mentre andava al lavoro, ha annunciato oggi che interromperà le cure che permettono di tenere vivo il suo paziente: “Vi informo che la sospensione dei trattamenti e la sedazione profonda e continua evocata dalla procedura collegiale avranno inizio nel corso della settimana del 20 maggio”, è la lettera che Vincent Sanchez ha scritto ai suoi famigliari. A favore dell’interruzione, la moglie ed altri parenti. Non i genitori, che però si sono visti respingere gli ultimi ricorsi per tenerlo in vita prima dal Consiglio di stato, poi dalla Corte europea per i diritti umani: “Non ci arrenderemo – ha proclamato il loro legale, Jerome Triomphe – stiamo preparando una serie di ricorsi ulteriori dopo questo annuncio fatto deliberatamente violando gli impegni internazionali della Francia e il diritto internazionale”.

La storia di Vincent Lambert ricorda molto da vicino quello di Eluana Englaro in Italia. Da quasi 11 anni è in uno “stato vegetativo cronico irreversibile”, secondo i medici. Respira con una macchina, non può esprimersi né muoversi ed è alimentato artificialmente. I genitori, ferventi cattolici, contrari all'eutanasia, puntano sul fatto che, nonostante la situazione, il loro figlio abbia comunque una “coscienza minima”. Ma proprio tale circostanza, secondo i medici, fa pensare che il paziente potrebbe provare sofferenza, da anni, pur essendo totalmente incapace di esprimerla e di reagire agli stimoli.

Il loro ultimo ricorso è stato presentato al Comitato di protezione delle persone handicappate dell'Onu (OHCHR), che ha chiesto alla Francia di sospendere qualsiasi decisione di interruzione delle cure in attesa di un'istruttoria sul caso. La ministra della Salute, Agnès Buzyn, ha però dichiarato che la Francia non è legalmente tenuta ad osservare questa disposizione. “Come può pretendere la Francia di assumere la presidenza del Consiglio d'Europa – si chiedono gli avvocati – quando viola deliberatamente i trattati che ratifica, proprio alla vigilia delle elezioni europee?”.