Il consiglio dei ministri del governo britannico ha deciso collegialmente di adottare la bozza d'accordo sulla Brexit definita a Bruxelles. Ad annunciarlo è stata la premier Theresa May dopo un vertice di 5 ore con i suoi ministri, spiegando che non è stata una decisione "leggera", ma difendendo il testo come il migliore possibile "nell'interesse nazionale". Secondo la premier, la bozza consentirà a Londra di "recuperare il controllo", mentre l'alternativa sarebbe stata "tornare alla casella numero 1" e rischiare di non attuare il mandato referendario. "Questa bozza d'accordo – ha annunciato May – è il meglio che si potesse avere in questo negoziato nell'interesse nazionale. Dobbiamo decidere se portarlo avanti. La scelta è nostra".

I principali punti dell'accordo sulla Brexit

La bozza di accordo tra Unione Europea e Gran Bretagna sulla Brexit si compone di 585 pagine e – dopo aver ricevuto il via libera da parte del governo – nei prossimi giorni dovrà essere discussa dal Parlamento. Il primo articolo afferma che il Regno Unito esce dalla Ue e dall'Euratom. L'articolo 5 precisa che Ue e Gran Bretagna devono assistersi reciprocamente "in buona fede" per l'applicazione del patto. Al punto 14 si legge che i cittadini della Ue e del Regno Unito potranno uscire ed entrare nelle due aree usando il passaporto o  la carta d'identità. Dopo 5 anni dalla fine del periodo di transizione, le carte di identità potrebbero essere rifiutate se non rispetteranno gli standard di identificazione biometrica. Qualora i familiari dei cittadini europei e britannici siano membri di Paesi terzi sarà necessario da subito per loro il passaporto valido. L'articolo 24 afferma la parità dei diritti dei lavoratori, senza nessuna discriminazione sulla base della nazionalità. I figli dei lavoratori, che lasciano lo Stato in cui sono ospiti ("host State"), potranno completare il ciclo educativo fino alla maggiore età.

Questi i punti fondamentali di un accordo che – secondo May – rappresenta una buona mediazione con l'UE. La premier ha aggiunto che il Regno Unito è "significativamente più vicino" a mettere in pratica il risultato del referendum sulla Brexit. Un accordo, ha detto la premier, che darà al Regno Unito il controllo sulle proprie frontiere, leggi e finanze, e che metterà le imprese e i posti di lavoro al riparo dai rischi di una ‘hard Brexit'.

Corbyn attacca: "Governo a metà strada, con un piede dentro e uno fuori dall'UE"

Di diverso avviso il leader laburista Jeremy Corbyn, che ha incalzato May durante il dibattito ai Comuni. In base all'accordo, ha detto Corbyn, il Regno Unito rimarrà bloccato a "metà strada", con un piede dentro e uno fuori dalla Ue, "senza nessuna voce in capitolo" sulle regole europee. Per Corbyn, la premier sta imponendo al Parlamento una "falsa scelta" tra "un accordo raffazzonato e nessun accordo".