Il Papa a Napoli: a suonare per lui i ragazzi dei quartieri più fragili
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È il quarto Papa a visitare Napoli dal 1979 ad oggi, un grande dono che il Pontefice ha voluto fare alla città anche in occasione del suo primo anno di pontificato. Dopo giorni di attesa e grandi preparativi Leone XIV ha fatto il suo arrivo accolto dall'entusiasmo dei fedeli e dall'emozione di centinaia di giovanissimi musicisti. Le bande musicali di Canta, suona e cammina, arrivate da sette Parrocchie presenti sul territorio della Diocesi di Napoli, gemellate all'ottava banda (quella del Santuario di Pompei), sono state la dimostrazione di come, in una città dove la bellezza si intreccia ogni giorno con la fragilità, la musica possa diventare leva di cambiamento e resilienza.
"Questi ragazzi sono vanto e orgoglio della Chiesa di Napoli, che ha scommesso sulla loro riuscita. Essi hanno compreso l’arte di suonare insieme, di crescere con il gruppo, di accordarsi con gli altri. Hanno imparato a fare della loro vita un'armonia di suoni, di relazioni, di incontri. Credo che Papa Leone si sia subito sentito in sintonia con loro”, ha commentato Padre Adolfo Russo, Presidente della Fondazione Fare Chiesa e Città, ente strumentale della Curia Arcivescovile di Napoli, che sin dall'inizio del progetto, avviato nel 2014, si occupa della curatela scientifica e del raccordo delle parrocchie e degli enti ecclesiastici della Diocesi di Napoli.
Un progetto che attraversa i quartieri
Dietro l’esibizione al Duomo di questo venerdì c'è un lavoro che va infatti avanti da 12 anni e che attraversa alcuni dei contesti più complessi della Campania. “Canta, suona e cammina” è la componente formativa del progetto “Musica nei Luoghi Sacri”, promosso dalla Curia Arcivescovile di Napoli e dalla Regione Campania attraverso Scabec (Società Campana Beni Culturali), insieme alla Fondazione Fare Chiesa e Città.
L’iniziativa ha due obiettivi principali: avvicinare i più giovani alla musica e, attraverso la musica stessa, offrire opportunità di crescita culturale e sociale. Protagonisti ragazzi e ragazze tra gli 8 e i 15 anni provenienti dai quartieri a maggiore povertà educativa di Napoli (Barra, San Giovanni a Teduccio, Sc ampia, Porta Capuana, Capodimonte) e dai comuni di Afragola, Ercolano e Pompei, che nella musica – grazie al coinvolgimento delle parrocchie e a uno staff qualificato di maestri, educatori, organizzatori – scoprono passione e talenti talvolta sottovalutati, o del tutto ignorati dal contesto.
In questo intreccio di territori e storie, le parrocchie diventano ancor di più hub educativi e spazi di aggregazione, dove l’accesso gratuito alla formazione musicale si accompagna a percorsi di socialità e responsabilizzazione. Quest'incontro con il Pontefice, infatti, è solo l'ultimo dei grandi eventi a cui i ragazzi hanno avuto la possibilità di partecipare negli anni.

3000 ragazzi, 2500 famiglie, 8 bande musicali
Il primo evento pubblico al Teatro San Carlo di Napoli, i festeggiamenti per San Gennaro al Duomo di Napoli, o ancora la partecipazione alla Festa della Pace a Pompei fino alle esibizioni nel Complesso Monumentale Donnaregina, al NEXT di Paestum, per le strade, in chiese e in diversi luoghi della cultura, tra questi il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, sede del concerto del decennale. Scabec, la Fondazione Fare Chiesa e Città e il Conservatorio hanno infatti sottoscritto insieme un protocollo di intesa nel 2023 per offrire ai ragazzi opportunità di crescita culturale attraverso la partecipazione a concerti e visite guidate.
Ogni anno si organizzano almeno quattro eventi pubblici, e durante i mesi rimanenti i ragazzi si dedicano con dedizione alle prove. Nel tempo il progetto ha coinvolto circa 3000 ragazzi e 2500 famiglie, con uno staff di una quarantina di collaboratori impegnati quotidianamente.

La Regione Campania: puntiamo a una cultura accessibile
“I dodici anni del progetto “Canta, suona e cammina” confermano come la cultura possa essere un autentico motore di rinascita sociale, soprattutto quando riesce a raggiungere le giovani generazioni nei territori più fragili e nei contesti in cui le opportunità di crescita sono spesso più limitate. La musica, in questo percorso, non è soltanto una disciplina artistica, ma diventa strumento educativo, occasione di riscatto, spazio di relazione e possibilità concreta di costruire fiducia nel futuro. Attraverso il dialogo e la collaborazione tra istituzioni pubbliche, realtà ecclesiali, famiglie e comunità educanti, si realizza un modello virtuoso di rete territoriale, capace di accompagnare ragazze e ragazzi in percorsi fondati su responsabilità, partecipazione, talento e consapevolezza. È questa la direzione in cui la Regione Campania intende continuare a investire: una cultura accessibile, condivisa e generativa, capace di incidere nella vita delle persone e di trasformare i luoghi in cui opera in presìdi di crescita civile, culturale e sociale”, ha dichiarato Onofrio Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania
D'altronde il nome del progetto prende ispirazione dal titolo della lettera pastorale del Cardinale Emerito di Napoli Crescenzio Sepe, ideatore dell’iniziativa, che rievocò in occasione del Giubileo per la città di Napoli, la celebre frase di Sant'Agostino, che invitava i suoi fedeli proprio a “cantare e camminare”, una sintesi semplice di come la musica possa aiutare a vedere la luce anche negli angoli più bui delle città.
Progetto finanziato da Regione Campania attraverso Scabec (Società Campana Beni Culturali), in collaborazione con Fondazione Fare Chiesa e Città, nell’ambito di Musica giovanile nei luoghi sacri e sul territorio 2025/2026 (Fondi Coesione 21/27).