Ronda, la città divisa in due da un ponte alto 100 metri che è una vera meraviglia architettonica

Quando si parla di Andalusia i nomi che vengono subito in mente sono quelli delle grandi classiche del turismo: Siviglia, Granada, Malaga o Cadice. Mete davvero suggestive e giustamente amate per i loro monumenti, la cultura, le piazze e i sapori tipici. Ma c’è una città che ribalta ogni aspettativa su ciò che può essere bello da visitare in questa regione spettacolare: Ronda, un piccolo borgo in provincia di Malaga che non solo custodisce una storia millenaria, ma è letteralmente tagliato in due da una gola profonda e impressionante, una conformazione che incide su ogni aspetto della sua struttura urbana e dell’esperienza di viaggio.

La storia della città divisa in due
Ronda non è una città come le altre, si sviluppa infatti su un altipiano roccioso attraversato dal profondo El Tajo, un canyon naturale mozzafiato scavato dal fiume Guadalevín. Per secoli questa gola ha rappresentato un’importante barriera naturale, ma anche uno dei tratti distintivi dell’estetica della città. La sua storia include insediamenti celtici, romani, arabi e un ruolo importante nella corrente del romanticismo del XIX secolo, in quanto rifugio per soldati e bandoleros, ispirando tra l'altro scrittori come Hemingway e Dumas.

La cultura, l’architettura e lo stile della città sono segnati profondamente quindi dalle dominazioni antiche dagli Iberici ai Romani, dai Visigoti ai Mori e da un continuo adattamento alla sua conformazione unica, tanto che ancora oggi Ronda conserva tratti della sua città vecchia dallo stile moresco (tipico del nord Africa) e delle altre espansioni successive. Ma è il Puente Nuevo (il ponte nuovo) a incarnare il cuore funzionale e simbolico della città: costruito tra il 1759 e il 1793 per collegare le due parti dello stesso centro urbano, questo ponte in pietra alto quasi 100 metri sovrasta il canyon e collega la parte antica, La Ciudad, con il quartiere del Mercadillo e le aree più moderne. È diventato non solo una meraviglia architettonica, ma anche il simbolo di una città che vive sospesa in due parti e tra storia e geografia.

Cosa vedere a Ronda in Andalusia
Camminare a Ronda significa seguire un percorso attraverso punti di vista spettacolari e testimonianze storiche di epoche diverse. Il primo luogo da cui partire è naturalmente il Puente Nuevo, il simbolo indiscusso della città: oltre a offrire panorami mozzafiato sul canyon, il ponte ospita una piccola esposizione sulla sua costruzione e le sue vicissitudini. A pochi passi si trova la Plaza de Toros, una delle arene più antiche della Spagna che racconta la triste storia della corrida e delle tradizioni taurine di Ronda, oggi visitabile anche come museo.

Ma Ronda non è fatta solo di roccia e gole, il Palacio de Mondragón offre una prospettiva sulla Ronda moresca e sui secoli di incrocio culturale, mentre i Baños Árabes sono fra i bagni medievali meglio conservati in Andalusia. Per chi ama i panorami, i miradores come quello di Aldehuela o il Paseo de Ernest Hemingway regalano viste diverse e complementari della gola e delle colline circostanti. Davvero originale poi il Museo del Bandito, che esplora la storia dei banditi andalusi di Ronda, con fotografie e oggetti appartenuti ai bandoleros dei secoli passati. Infine, scendendo verso il fiume Guadalevín si possono esplorare giardini e percorsi naturali che riportano a contatto con la geografia che ha formato la città di Ronda.
