Apiturismo, la tendenza travel del momento è viaggiare andando alla ricerca degli allevamenti di api

In Italia è esplosa una nuova tendenza viaggio per il 2026: l'apiturismo. Secondo un recente studio di Unicusano, 7 italiani su 10 hanno dichiarato di essere attratti da vacanze basate su apicoltura, produzione di miele e visita di ecosistemi naturali. L'Italia è il cuore europeo di questo turismo sostenibile e immerso nel verde; presenta, infatti, un'importante biodiversità e qualità con oltre 60 varietà di miele. Tra le regioni della Penisola spiccano il Piemonte, con oltre 3000 tonnellate di miele prodotte all'anno, e la Calabria con più di 2000. In un mondo segnato dagli effetti dell'overtourism, puntare su questa tipologia di vacanza non significa solamente scegliere un turismo rigenerativo, ma sicuramente anche più originale.
I luoghi italiani dell'apiturismo
Dove andare per conoscere questo tipo di turismo rigenerativo? Un aiuto importante lo dà Città del miele, un'associazione che ogni anno promuove non solo numerosi eventi, ma anche i luoghi più suggestivi legati al miele in 12 regioni italiane. Tra le città e i luoghi evidenziati dall'associazione risalta sicuramente La Strada del miele tra Liguria e la Lunigiana, che include tre borghi: Calice al Cornoviglio, Mulazzo e Tresana. Si tratta di un itinerario pensato per conoscere e valorizzare il prodotto, la prima vera strada che permette di visitare le aziende apistiche per assistere ai metodi di lavorazione, degustate il miele, esplorare gli agriturismi.

Anche la Strada del miele del Roero è imperdibile: è un "corridoio paesaggistico-culturale" di circa 38 chilometri che parte da Bra e arriva a Cisterna d'Asti, passando per Ceresole d'Alba e coinvolgendo in totale 13 comuni. Nel Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Lega è stato invece aperto un apiario, dove si possono conoscere le api e apprezzare la biodiversità. C'è inoltre una mieloteca, dove vengono spoegate le principali caratteristiche dei mieli tipici del territorio. Infine, Chatillon è considerata la capitale valdostana del miele, grazie alla sagra che si svolge ogni anno l'ultimo weekend di ottobre, al museo del miele, a diversi show cooking e alle varie degustazioni.
Perché una vacanza con le api porta benefici
Lo studio di Unicusano ha dimostrato come l'incontro tra api e turismo possa generare benefici concreti per ambiente, comunità locali e anche viaggiatori. Complice, un delicato equilibrio tra agricoltura, tutela ambientale ed economia esperienziale, che nasce da performance economica e benessere sociale. La rigenerazione si vede quando l'apiturismo non mostra solo le api, ma usa il turismo per finanziare e rendere continuativi interventi pratici e concreti, come il ripristino di fioriture e piante mellifere, la creazione di luoghi ecologici, la protezione degli spazi verdi e la riduzione dell'uso di elementi chimici.

L'apiturismo può essere poi rigenerativo solo a tre condizioni: la prima, la rigenerazione degli ecosistemi e la connessione profonda con la natura, poi la presenza di visitatori consapevoli (conscious travel) e, terza, che ci sia uno sviluppo locale delle destinazioni turistiche. Se anche solo una di queste tre condizioni non si verifica, si rischia di sfociare nel solito turismo tematico, non educativo.
Quali attività si svolgono con l'apiturismo
Visitare questi luoghi significa svolgere attività originali e interessanti, come visitare gli apiari, partecipare a laboratori didattici, fare degustazioni di miele guidate, seguire percorsi sensoriali e fare esperienze nella natura. Il tutto, in un contesto sostenibile e educativo.