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Genio precoce e infanzia rubata, chi è lo stilista Max Alexander: a 10 anni debutta alla Fashion Week

Max Alexander ha debuttato alla Paris Fashion Week col suo brand. È il più giovane stilista ad aver portato in passerella il proprio marchio.
A cura di Giusy Dente
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Max Alexander
Max Alexander
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Avere 10 anni ed essere già uno stilista di fama mondiale: la vita di Max Alexander è decisamente unica ed è una vita interamente dedicata alla moda. Non si può certo dire che non abbia le idee chiare il piccolo genio, nato a Los Angeles il 25 febbraio 2016. Mentre i suoi coetanei giocano ai videogiochi lui stringe le mani agli esponenti di spicco delle Fashion Week in giro per il mondo. Per lui ago e filo non sono un passatempo, non sono una passione, non sono un gioco: sono un lavoro vero e proprio, sono ciò che gli ha permesso di diventare famoso e di ritagliarsi precocemente uno spazio nel fashion system. Ha coronato il sogno più grande di qualunque designer: ha debuttato alla Settimana della Moda di Parigi col suo brand, Couture To The Max (lanciato ufficialmente nel 2021). E non è tutto: si è assicurato il Guinnes dei primati, il record di più giovane stilista ad aver mai sfilato in passerella col proprio marchio. Il 3 marzo ha presentato per la prima volta la sua collezione nella cornice dell'Opéra di Parigi, la linea Ready to Wear Autunno-Inverno 2026/27.

È incredibile che un bambino così piccolo sia arrivato già così in alto. I genitori Jack Alexander e Sherri Madison da tempo lo incoraggiano nella sua passione: la madre in particolare si è accorta molto presto che suo figlio non era un bambino come gli altri. Già a 3 anni amava maneggiare le stoffe, le modellava sui manichini. Quando gli chiedevano cosa volesse fare da grande rispondeva: "Il sarto". E mentre alla sua età c'è chi un giorno si immagina astronauta e l'altro pilota, lui non ha mai cambiato idea, non ha mai spostato i suoi interessi, mantenendo salda la vocazione e ferme le intenzioni. La sua prima musa è stata la sorella Samantha, che all'epoca aveva 8 anni e oggi 14: era per lei che realizzava vestiti, a soli 4 anni. Da allora, da quei primi lavori sperimentali, le sue abilità si sono evolute e il suo nome ha fatto velocemente il giro del mondo, arrivando anche alle celebrities. Ha realizzato capi per Sharon Stone, Debra Messing e Willow Shields; vanta più di 5 milioni di follower sul suo profilo Instagram (gestito dalla mamma).

Nel 2024 ha parlato alle Nazioni Unite, incentrando tutto il suo discorso sull'importanza di impegnarsi per una moda più sostenibile, senza eccessi e senza sprechi, concentrandosi sul riciclo e sul riutilizzo dei materiali di scarto, abbandonando la fast fashion. L'anno scorso, infatti, all'Aspen Fashion Week ha presentato una collezione realizzata riciclando sacchi di chicchi di caffè, con capi tinti a mano con colorazioni naturali ottenute da curcuma, barbabietole e indaco. Poi è giunta la grande occasione della Paris Fashion Week, dove ha portato in passerella una collezione dedicata a Fern Mallis, la creatrice della Settimana della Moda di New York e sua mentore, a cui è molto legato. L'anno scorso hanno lavorato insieme a una linea di caftani, presentati al Five Story di Southampton.

Max Alexander e Fern Mallis, creatrice della New York Fashion Week
Max Alexander e Fern Mallis, creatrice della New York Fashion Week

Anche qui ha tenuto fede ai suoi principi. A CBS LA ha spiegato: "Sono 15 abiti, il 90% della mia sfilata è biodegradabile, riciclabile, sostenibile, realizzato con rimanenze e surplus. Le rimanenze sono materiali di scarto non utilizzati dalle aziende. Sarebbero finiti in discarica se non li avessi recuperati". Il piccolo stilista americano ha un metodo di lavoro molto rigoroso, documentato passo passo sui social con i video che realizza sua madre. Non parte dal disegno, dallo schizzo su carta: modella direttamente i tessuti sul manichino per studiarne il movimento. Traduce immediatamente l'idea, l'immaginazione in forma. Ma dietro tutta questa genialità c'è pur sempre un bambino che frequenta la quarta elementare. I genitori pur assecondando il suo innegabile talento, stanno cercando di mantenere un equilibrio per quanto possibile con una vita "normale", così che la frenesia lavorativa non prenda il sopravvento prima del dovuto.

In un'intervista sua madre Sherri Madison ha spiegato: "Max è ancora un bambino. Ha gusti molto da adulto, ma ha sicuramente 9 anni.Frequenta regolarmente la scuola vicino a casa nostra, ha la priorità. Poi frequenta un corso di ricamo, suona il pianoforte ogni mesa, gioca con suo fratello. È un ragazzo perfettamente normale, tranne per il fatto che è un prodigio della moda. Di solito cerchiamo di organizzare solo un grande spettacolo all'anno. A causa di Parigi, questo mese non andrà a New York". Tutto ciò che fanno non ha finalità prettamente economiche, di guadagno, per lo meno in questa fase: "Non abbiamo iniziato a vendere i modelli di Max perché avevamo bisogno di un'attività per un bambino di 9 anni. Non deve pagare l'affitto né mantenere la famiglia. Devolve quasi tutto ciò che guadagna in beneficenza. Ora è il momento in cui dobbiamo davvero fargli capire che più guadagni e più sei famoso, più puoi aiutare il mondo. Non è emozionato per la fama che ha acquisito. È emozionato perché più fa, più può aiutare. Vuole solo rendere felici le persone".

Max Alexander, @realsherrimadison
Max Alexander, @realsherrimadison

Essere un prodigio della moda in così tenera età mette davanti a una necessità non semplice: un talento così straordinario ed evidente va incoraggiato, ma anche tutelato. Un bambino di 10 anni merita di vivere la propria infanzia, di godersela, perché è un tempo irrecuperabile in futuro. Fondamentale è quindi il ruolo dei genitori: sta a loro la gestione efficiente di tutto, in modo da mantenere per quanto possibile in equilibrio aspirazioni personali e infanzia serena. Non è facile, perché chiaramente gli impegni sono decisamente più grandi rispetto all'organizzare una merenda al parco. Di mezzo ci sono personalità di spicco, colossi di settore. Inevitabilmente si deve convivere coi riflettori puntati, con un'esposizione mediatica di cui un bambino di 10 anni non può avere piena consapevolezza, a differenza dei genitori, adulti capaci di valutare rischi e pericoli. Il buon senso dovrebbe essere al primo posto, affinché si facciano sempre gli interessi del minore, affinché non perda la dimensione più ludica di ciò che sta facendo.

L‘infanzia è quel momento in cui non si ha alcuna percezione del domani, del futuro: esiste solo il presente. È bello pensare che Max Alexander abbia voluto dedicarlo a qualcosa di così artistico, di così fantasioso, in cui evidentemente si riconosce, in cui trova la massima espressione di sé. È un talento fuori dal comune, di cui il mondo ha bisogno, ma è lecito chiedersi se sarebbe stato più giusto che questo talento venisse coltivato più in là nel tempo, a un'età più consona. Si spera che abbia intorno le persone giuste a proteggerlo, perché chiaramente da solo non può avere percezione dei rischi e dei pericoli a cui va incontro. Per quanto possa aver compreso il mondo che lo circonda, a guidarlo è comunque solo la passione, la voglia di divertirsi e di fare del bene al prossimo: è una visione innocente, per forza di cose. Gliela impone la sua stessa natura di bambino. Un giorno, se proseguirà lungo questa strada, si faranno certamente avanti altri fattori da tener presente e da gestire in autonomia, da adulto. Ma per ora, è un bambino che vive seppur precocemente il suo sogno, con tutto il diritto di cambiare idea se e quando vorrà.

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