video suggerito
video suggerito

Perché dovresti fare la pipì ogni 3 ore: l’urologo spiega quali sono i rischi se non lo fai

Infezioni, perdita di elasticità, problemi ai reni: trattenere la pipì può diventare dannoso per la nostra salute, se reiterato nel tempo, per questo un urologo spiega i tempi da seguire.
Intervista a Dott. Franco Gaboardi
Primario di Urologia all’IRCCS Ospedale San Raffaele
A cura di Elisa Capitani
0 CONDIVISIONI
Immagine

Capita a tutti, presi dal lavoro, da un viaggio o semplicemente dalla mancanza di un bagno nelle vicinanze, di rimandare il momento di andare in toilette. Trattenere la pipì per qualche ora sembra un gesto innocuo, quasi automatico, che spesso passa inosservato nella routine quotidiana. Ma trasformarlo in un’abitudine potrebbe essere nocivo per la salute della vescica. Quanto tempo è considerato "troppo" senza urinare? E quali conseguenze può avere il trattenere l'urina sull’organismo? Dalle infezioni ai disturbi dello svuotamento, fino ai falsi miti sulla vescica che "scoppia", abbiamo fatto chiarezza con Franco Gaboardi, primario di Urologia all’IRCCS Ospedale San Raffaele.

Molte persone tendono a trattenere l’urina anche per diverse ore. Perché succede così spesso?

Le cause possono essere sia comportamentali sia cliniche. Dal punto di vista psicologico o pratico, molte persone evitano i bagni pubblici oppure, per motivi di lavoro o di spostamenti, rimandano il momento di andare in bagno. In altri casi entrano in gioco condizioni mediche. Negli uomini, per esempio, l’ipertrofia prostatica benigna può rendere più difficoltoso lo svuotamento della vescica; nelle donne, soprattutto dopo la menopausa, possono esserci piccoli restringimenti o disturbi che portano a urinare meno frequentemente. Tutto questo può alterare i tempi normali della minzione.

Dal punto di vista fisiologico, quanto tempo è considerato “troppo”?

Dipende molto da quanto si beve e da quanta urina si produce. In genere lo stimolo compare quando in vescica ci sono circa 250-300 millilitri. Una persona mediamente produce tra 1,2 e 1,5 litri di urina al giorno e dovrebbe svuotare la vescica 5-6 volte nelle 24 ore, quindi ogni 3-4 ore circa, includendo una volta prima di dormire e una al risveglio. Naturalmente questi tempi possono variare: chi beve molto o assume tisane diuretiche urinerà più spesso, chi suda molto o beve poco tenderà ad andare meno.

Quindi trattenere la pipì è sempre dannoso?

Non è pericoloso nell’immediato, ma è una cattiva abitudine se diventa sistematico. Il ristagno di urina in vescica può favorire le infezioni urinarie, perché i batteri hanno più tempo per moltiplicarsi. Inoltre l’urina contiene sostanze di scarto e anche composti potenzialmente irritanti o cancerogeni che il rene elimina. Se restano a lungo a contatto con la mucosa vescicale, possono avere un effetto irritativo. Non a caso la vescica è uno degli organi più esposti, per esempio nei fumatori, alle sostanze tossiche eliminate con l’urina. Il ristagno può anche favorire la formazione di cristalli e, nei casi più predisposti, di calcoli.

Ci sono altri rischi meno noti?

Sì, sicuramente. Una vescica molto piena, in caso di trauma addominale o incidente stradale, è più vulnerabile e può lesionarsi più facilmente. È una situazione rara, ma per prudenza durante viaggi lunghi è meglio non trattenere troppo a lungo.

È vero che la vescica può "scoppiare" se si trattiene l’urina per molte ore?

No, non esplode spontaneamente. Però c’è un altro problema: la vescica è un organo muscolo-elastico, come un palloncino. Se viene distesa troppo spesso o troppo a lungo, nel tempo può perdere elasticità. Diventa meno capace di contrarsi e svuotarsi completamente, lasciando sempre un residuo di urina. Questo favorisce infezioni ricorrenti e difficoltà minzionali.

Quindi qual è una frequenza sana da tenere come riferimento?

Indicativamente ogni 3-4 ore. Nella giornata di veglia dovremmo andare in bagno almeno 3-4 volte, oltre alla sera e al mattino. Non serve essere rigidi, ma evitare di rimandare sistematicamente per molte ore sì.

Quando invece bisogna preoccuparsi?

Il campanello d’allarme è non sentire lo stimolo. Se una persona trattiene volontariamente è una scelta sbagliata ma la funzione c’è. Se invece passano molte ore senza percepire alcun bisogno di urinare, potrebbe esserci un problema di sensibilità o di funzionamento della vescica. In quel caso è bene farsi valutare da uno specialista. È importante ascoltare il proprio corpo. Non trattenere per abitudine e non ignorare segnali anomali. Una minzione regolare è una piccola abitudine quotidiana che aiuta a proteggere la salute urinaria.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views