Candele profumate, rilasciano polveri sottili in casa: i consigli della chimica Munter per proteggere la salute

Fanno atmosfera, lasciano un buon profumo per casa e ne esistono di tantissimi tipi diversi proprio per accontentare tutti i nasi. Le candele profumate sono uno dei regali più gettonati durante le feste e sono state anche l'oggetto del riscatto di Chiara Ferragni per il rilancio del suo brand. Chi le ama le accenderebbe sempre: per un bagno rilassante, per una serata romantica, per rilassarsi dopo una giornata di lavoro con un libro e un bicchiere di vino. Periodicamente però tornano alla ribalta non per le loro qualità ma per i rischi per la salute. Inquinamento dell'aria, rilascio di sostanze potenzialmente cancerogene, allergie: ma si tratta di allarmismo o accendendo una candela si corrono davvero dei rischi per la salute? Lo abbiamo chiesto alla chimica e divulgatrice scientifica Eva Munter.
Candele profumate: quali sono i rischi per la salute
Il mercato globale delle candele profumate è stato valutato a 7,7 miliardi di dollari nel 2024. E le previsioni sono a dir poco fiorenti. Ma un prodotto così diffuso è davvero anche così pericoloso? "Partiamo dal fatto che in Europa abbiamo una delle normative più stringenti al mondo per quanto riguarda la sicurezza dei consumatori. Questo significa che i prodotti immessi sul mercato, comprese le candele, devono rispettare standard molto severi prima di poter essere venduti. – chiarisce la chimica Eva Munter – Ovviamente dobbiamo tenere conto che, proprio per la natura del prodotto, ogni volta che accendiamo una candela si dà l'avvio a un processo di combustione e questo comporta inevitabilmente la produzione di gas come CO (monossido di carbonio), CO₂ (biossido di carbonio) e altre sostanze che possono variare in base ai profumi, ai coloranti e ai materiali utilizzati nella candela". Ogni volta che accendiamo una candela si producono delle polveri sottili. "È la criticità maggiore di una candela: la produzione di particolato, comunemente noto come polveri sottili. Queste particelle possono rimanere sospese nell’aria e, se inalate in grandi quantità o per periodi prolungati, possono rappresentare un potenziale rischio per la salute. È interessante notare che, sotto questo aspetto, non esistono differenze sostanziali tra candele in cera d’api, paraffina o altre tipologie: il fenomeno è legato al processo di combustione in sé, più che al materiale specifico".
Arieggiare sempre gli ambienti per evitare inquinamento indoor
Parliamo spesso di inquinamento ambientale e dimentichiamo che l'aria può essere inquinata anche dentro casa. Le candele accese rilasciano polveri sottili a prescindere che siano a base di paraffina (un sottoprodotto del petrolio) o cera d'api. "Per questo motivo uno dei consigli principali che si trova spesso sulle etichette, è quello di arieggiare bene gli ambienti dopo l’uso. – suggerisce Munter – Un’adeguata ventilazione permette infatti di ridurre l’accumulo sia di gas sia di particolato, mantenendo la qualità dell’aria interna a livelli sicuri. Questo semplice accorgimento è probabilmente il più efficace per minimizzare qualsiasi rischio associato all’utilizzo delle candele, ma è un ottimo consiglio per migliorare la qualità dell’aria indoor in generale". Sulle etichette delle candele leggiamo spesso la dicitura "Emettono VOC" ma cosa vuol dire? "I VOC sono i composti organici volatili: per percepire un un profumo è necessario che le molecole siano volatili. In altre parole, la volatilità è proprio ciò che permette alle fragranze di diffondersi nell’aria. I VOC non sono un pericolo in sé, sono una caratteristica intrinseca del prodotto.
Candele profumate: attenzione allo stoppino

Dal punto di vista pratico, esistono poi alcune buone abitudini che possono fare la differenza. "Ad esempio, si consiglia di non spegnere la candela soffiandoci sopra, perché questo gesto può aumentare la produzione di fumo e particolato. È preferibile utilizzare uno spegnifiamma, che interrompe la combustione in modo più pulito. Allo stesso modo, è importante accorciare lo stoppino, mantenendolo intorno ai 5 mm: uno stoppino troppo lungo favorisce una fiamma più grande e instabile, con conseguente aumento delle emissioni di fumo. Una candela che produce molto fumo non è solo “fastidiosa”, ma è il segnale che la combustione non sta avvenendo in modo corretto. In condizioni ideali, infatti, la fiamma dovrebbe essere stabile e la combustione il più possibile completa. Quando invece si genera fumo visibile, significa che la combustione è incompleta: parte del materiale non viene bruciato completamente e si trasforma in particolato (fuliggine) e in una maggiore quantità di composti indesiderati e questo comporta due conseguenze principali. La prima riguarda la qualità dell’aria: aumenta la presenza di polveri sottili e di sostanze potenzialmente irritanti, che possono accumularsi soprattutto in ambienti poco ventilati. La seconda riguarda la sicurezza della candela stessa: una fiamma instabile e troppo grande può diventare più difficile da controllare, aumentare il rischio di gocciolamenti irregolari di cera e, nei casi peggiori, favorire piccoli fenomeni di combustione anomala". Lo stoppino gioca un ruolo fondamentale e diventa un elemento a cui prestare attenzione. "È proprio lo stoppino che regola la quantità di cera che viene “alimentata” alla fiamma. Se lo stoppino è troppo lungo, la fiamma diventa più grande del dovuto e la combustione tende a essere meno efficiente, con conseguente aumento del fumo. Anche la qualità dello stoppino è importante. Stoppini realizzati con materiali scadenti o non adeguati possono bruciare in modo irregolare, piegarsi, creare una fiamma sbilanciata o produrre più residui carboniosi".
Candele: a cosa fare attenzione quando le scegliamo
Un aspetto che merita particolare attenzione riguarda le candele decorative che contengono al loro interno elementi come cortecce, fiori secchi o altri materiali vegetali. "Sebbene possano essere esteticamente gradevoli, questi oggetti possono comportare un rischio maggiore, perché possono prendere fuoco in modo irregolare o imprevedibile, alterando il comportamento della fiamma e aumentando il pericolo". Fragranze, colori, oli essenziali: quando scegliamo una candela prodotta e commercializzata in Italia o in Unione Europea possiamo stare sicuri che si tratta di prodotti sottoposti a rigidi controlli. "Ad esempio, i coloranti devono essere formulati in modo da non risultare tossici al contatto e da non rilasciare sostanze nocive durante la combustione. Lo stesso vale per le fragranze, che sono testate per garantire un uso sicuro nelle condizioni previste. Questo riguarda i prodotti certificati e conformi alle normative vigenti, con il limite delle sensibilità personali (alcuni odori potrebbero dare mal di testa o fastidio a soggetti particolarmente sensibili)". Diverso è il caso delle candele fatte in casa: "Pur essendo spesso realizzate con buone intenzioni, potrebbero non rispettare gli stessi standard di sicurezza dei prodotti industriali. L’assenza di controlli rigorosi su materie prime, dosaggi e processi produttivi può comportare una maggiore variabilità e, in alcuni casi, rischi più elevati. Per questo motivo, è sempre consigliabile prestare particolare attenzione alla provenienza del prodotto e privilegiare, quando possibile, candele che offrano garanzie di conformità alle normative".
Non riciclare i contenitori delle candele per alimenti
Proprio perché si tratta di oggetti con un forte valore estetico succede spesso che una volta consumata la candela si decida di conservare il contenitore e di riciclarlo. "Dare un'altra vita a un vaso o un bicchiere che conteneva una candela va bene, l'importante è evitare di riutilizzarlo per scopi alimentari. Anche dopo aver lavato accuratamente il contenitore, infatti, non è possibile garantire che tutti i residui di cera, profumi o altre sostanze chimiche siano stati completamente rimossi. Le candele non sono progettate con l’obiettivo di entrare in contatto con alimenti, quindi i materiali utilizzati, sia nel vetro sia nei trattamenti superficiali, non sono necessariamente conformi agli standard richiesti per il contatto alimentare. Inoltre, durante la combustione, il calore può alterare leggermente la superficie interna del bicchiere, favorendo l’assorbimento di sostanze che potrebbero poi essere rilasciate nel tempo. Anche le fragranze, pur essendo sicure nell’uso previsto (cioè la diffusione nell’aria), non sono pensate per un contatto diretto e prolungato con cibi o bevande. Questo significa che riutilizzare questi contenitori come bicchieri, tazze o ciotole potrebbe comportare un’esposizione indesiderata a composti non destinati all’ingestione. Per questi motivi, è più prudente destinare i contenitori delle candele a usi alternativi non alimentari, come portaoggetti, vasetti decorativi o contenitori per piccoli materiali. In questo modo si evita qualsiasi rischio e si dà comunque una seconda vita all’oggetto in modo sicuro".